Usa, sentenza storica: la Corte Suprema apre alle nozze gay

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I supremi giudici hanno bocciato la legge federale secondo cui il matrimonio è solo tra uomo e donna. E sul referendum californiano che vieta le nozze: "Deve decidere il tribunale locale". Obama: “Un passo verso l’uguaglianza”. I vescovi: "Giorno tragico"

La Corte Suprema ha bocciato il Defence of Marriage Act (Doma), la legge federale americana secondo cui il matrimonio è solo tra uomo e donna, spiegando come sia incostituzionale in quanto viola il quinto emendamento sulla difesa delle libertà individuali. La Corte però ha evitato di pronunciarsi sul fatto che le coppie dello stesso sesso abbiano il diritto costituzionale di sposarsi. In un'altra decisione, arrivata poco dopo, i giudici hanno di fatto aperto la strada ai matrimoni gay in California: la Corte ha infatti deciso che i sostenitori della Proposition 8, il referendum con il quale i californiani bocciarono i  matrimoni omosessuali nel novembre 2008, non hanno i requisiti legali  per chiedere la sua difesa davanti alla Corte Suprema.

Una storica vittoria per la comunità gay americana. La sentenza, che ha visto 5 voti a favore e 4 contrari, implica che donne e uomini gay legalmente sposati possano rivendicare gli stessi vantaggi federali a disposizione delle coppie eterosessuali. Un boato di gioia, grida e applausi della folla emozionata fuori dalla Corte Suprema hanno accolto la notizia della decisione di abrogare la Doma. Tantissimi con bandiere con i colori del movimento gay e striscioni da giorni attendevano questa sentenza che ha un carattere storico, come ha riconosciuto lo stesso presidente Obama in un tweet. La decisione di abrogare la legge federale che negava le nozze gay, 'cinguetta' il Presidente, è un passo storico verso la #marriageEquality, l'uguaglianza tra i matrimoni, l'hashtag usato da mesi su twitter dai sostenitori del matrimonio omosessuale. Obama quindi termina il suo messaggio con un nuovo hashtag, decisamente significativo: "LoveIsLove", l'amore è amore.



Ben diversa la reazione dei vescovi Usa, che hanno parlato di un "giorno tragico per la Nazione" perché "la Corte Suprema ha sbagliato". "E' un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra nazione", si legge nel comunicato della conferenza episcopale americana firmato dal presidente, l'arcivescovo di New York Timothy Dolan.

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