Usa: funambolo attraversa il Grand Canyon. Video

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Il 34enne Nick Wallenda ha compiuto la nuova impresa in poco più di venti minuti su un cavo d'acciaio a 457 metri di altezza e senza alcuna rete di protezione. Un anno fa aveva completato la "traversata" delle Cascate del Niagara

Poco più di venti minuti per attraversare il Grand Canyon su un cavo d'acciaio a 457 metri di altezza e senza alcuna rete di protezione: il 34enne Nick Wallenda è tornato a stupire il mondo con una nuova impresa da brividi. A solo un anno di distanza dalla 'traversata' delle Cascate del Niagara, maglietta blu e jeans, una lunga asta in mano, il funabolo americano ha tenuto i suoi fan col fiato sospeso mentre lottava contro il vento - più forte del previsto - per conquistare l'altra sponda del fiume Little Colorado, in Arizona, a un altezza pari a quella dell'Empire State Building.

"Le braccia mi fanno male in un modo che non potete immaginare", ha confessato alla fine della traversata, avvenuta domenica e durata esattamente 22 minuti e 54 secondi. L'impresa è stata trasmessa in diretta tv (con una differita di 10 secondi per eventuali imprevisti) da Discovery Channel in ben 200 Paesi e accompagnata da 700mila messaggi su Twitter.

Wallenda, che ha già conquistato sette record mondiali con le sue performance, si preparava alla sfida da quattro anni e aveva programmato di rispondere alle domande dei giornalisti mentre camminava sulla fune. Ma, dopo pochi minuti, si è reso subito conto di aver bisogno di tutta la sua concentrazione. Così ha iniziato a pregare, proprio come aveva fatto 'sopra' il Niagara: "Lode a Dio, è straordinario. Grazie Gesù per questa vista meravigliosa", ha esclamato.

In costante contatto radio col padre, il 34enne si è inginocchiato poco prima della meta' del percorso, per fermare il movimento oscillatorio della fune, e ha lanciato un bacio, mostrando subito dopo il pollice in alto: è stato forse il momento più critico, come confermato da lui stesso. "A quel punto c'erano raffiche di vento, stava diventando davvero, davvero difficile", ha spiegato.

Ha continuato a pregare, ad alta voce, passo dopo passo. E quando ha smesso di rivolgersi al cielo, ringraziando Discovery Channel "per aver creduto in me", la tensione si è sciolta di colpo e Wallenda ha percorso rapido gli ultimi metri, riconquistando la terra ferma. Infine l'abbraccio liberatorio con la moglie Erendira e i tre figli, senza dimenticare l'omaggio al nonno Karl, anch'egli funambolo, morto nel 1978 mentre tentava la traversata fra due palazzi di Porto Rico.

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