Google e privacy, giro di vite dei garanti

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Il motore di ricerca nel mirino delle autorità di alcuni Paesi. L'Italia chiede maggiori informazioni sul trattamento dei dati degli utenti. La Francia dà tre mesi di tempo per adeguarsi alla legislazione locale. La replica: rispettiamo la legge europea

Il Garante italiano per la privacy chiede a Google "maggiori e più puntuali dettagli" sulle modalità di trattamento dei dati degli utenti nell'ambito dell'istruttoria avviata nei confronti di Mountain View. Le informazioni saranno valutate per "l'eventuale adozione" anche di sanzioni. La medesima autorità in Francia dà a Google tre mesi di tempo per mettersi in regola con la legislazione locale. "La nostra normativa sulla privacy rispetta la legge europea e ci permette di creare servizi più semplici e più efficaci", è la replica del colosso americano.

Dall'Italia possibili sanzioni - Quello del Garante italiano è un supplemento di indagine. Dopo aver avviato un'istruttoria su Google lo scorso aprile, "l'Autorità ha deciso di richiedere a Mountain View maggiori e più puntuali dettagli su specifici aspetti delle modalità di trattamento dei dati degli utenti italiani", si legge in una nota: "In particolare, riguardo all'informativa e al consenso all'uso dei dati, alla loro conservazione e al loro possibile incrocio, anche tra prodotti e servizi diversi". "Gli ulteriori elementi che verranno forniti da Google al Garante italiano saranno oggetto di valutazione per l'eventuale adozione dei provvedimenti ritenuti più opportuni, inclusi, qualora dovessero ricorrerne i presupposti, quelli a carattere prescrittivo o sanzionatorio", dice la nota.

Le pressioni nel resto d'Europa -
Nell'aprile scorso Google è finita nel mirino di un'azione congiunta di un'apposita task force costituita dalle Autorità di protezione dati italiana, francese, tedesca, olandese, spagnola ed inglese. Se il procedimento avviato dalla Francia ha già confermato la violazione delle norme da parte di Mountain View, che dovrà ora adottare apposite misure per 'riparare', nei Paesi Bassi l'Autorità si prepara a chiedere al colosso Usa di fornire chiarimenti, elementi e documenti che, una volta raccolti, confluiranno in un documento finale che potrebbe avere come esito anche l'eventuale irrogazione di sanzioni.
Nel Regno Unito, invece, il Garante sta per rendere noti i risultati della prima fase istruttoria, mentre l'Autorità di protezione dati di Amburgo ha avviato un procedimento nei confronti di Google che potrebbe sfociare nella prescrizione di specifiche misure da adottare per uniformarsi alle norme nazionali. Anche in Spagna l'istruttoria è in corso e l'Autorità locale ha già notificato a Google la propria decisione di avviare una procedura a carattere sanzionatorio "per violazione dei principi cardine della normativa nazionale".

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