Turchia, Erdogan: "Non riconosco parlamento Ue"

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Dura risposta del premier agli appelli lanciati da Bruxelles. Angela Merkel: "Scioccata dalla violenza della polizia". Il governo di Ankara minaccia di far intervenire l'esercito. Tra i fermati anche un italiano: Daniele Stefanini, livornese di 28 anni

Cresce la tensione in Turchia e nei rapporti tra Ankara e il resto del mondo. Il governo di Erdogan ha minacciato di ricorrere all'esercito per domare le proteste che da tre settimane scuotono il Paese, mentre il premier disconosce gli appelli lanciati dal parlamento di Strasburgo. "Non riconosco questo parlamento dell'Unione europea" ha detto il premier Erdogan riferendosi alla risoluzione critica nei confronti  della repressione delle proteste in corso in Turchia, approvata la  scorsa settimana dall'assemblea Ue. "La Turchia - ha proseguito il  premier, citato dall'agenzia Anadolu - non è un paese la cui agenda politica può essere definita da altri. La Turchia oggi definisce da sé la sua agenda politica".

Governo minaccia di usare l'esercito
- Intanto il vicepremier Bulent Arinc ha minacciato di far intervenire l'esercito contro le proteste: "Quel che si chiede è mettere fine alle proteste che sono illegali: c'è la polizia, se non basta c'è la gendarmeria (corpo di polizia con organizzazione militare, ndr) e se ancora non basta ci sono le forze armate". Da parte dei sindacati, però, è arrivato l'invito rivolto ai lavoratori a scendere in piazza in segno di protesta contro la dura repressione delle manifestazioni anti-governative. Il ministro dell'Interno turco, Muammer Guler, ha avvertito gli organizzatori che si tratta di una forma di protesta illegale che non sarà tollerata: "C'è un tentativo di portare la gente in strada attraverso proteste illegali come uno sciopero", ha detto ai giornalisti ad Ankara, "questo non sarà permesso".

Merkel: "Scioccata per le violenze" - Ma una nuova presa di posizione critica nei confronti del governo turco è arrivato da Angela Merkel che, in un'intervista rilasciata all'emittente Rtl prima di partire per il G8, ha invitato Ankara a rispettare la libertà di espressione e di manifestazione, cha fa "parte di una società sviluppata". La cancelliera si è detta "scioccata" per le violenze. In alcuni casi, ha detto, gli agenti hanno reagito "davvero troppo duramente" alle proteste. "Quel che sta accadendo non corrisponde alla nostra idea di liberta' di manifestare". La cancelliera ha detto di sperare che gli oppositori del premier Recep Tayyip Erdogan "possano trovare spazio in una Turchia che avanza nel ventunesimo secolo", e che il conflitto tra le parti dovrebbe essere risolto pacificamente.

Daniele Stefanini è stato fermato a Istanbul - Oggi è anche il momento del bilancio degli scontri che hanno caratterizzato il giorno dopo lo sgombero di Gezi Park (FOTO e VIDEO). I fermati sono oltre 500. Tra questi c'è anche un italiano. Si tratta di Daniele Stefanini, come ha riferito l'inviata di SkyTG24 Tiziana Prezzo, la prima a diffondere la notizia. E' un fotoreporter di Livorno, ha 28 anni. E' stato ferito nel quartiere di Bayrampasha e soccorso da un avvocato dei diritti umani che lo ha trovato in stato confusionale. Nella giornata di lunedì 17 è riuscito a chiamare la sua famiglia: "Sto bene" ha detto. E anche il ministro degli Esteri, Emma Bonino, conferma che le sue condizioni di salute non destano preoccupazioni. Il giovane aveva perso i sensi dopo esser stato colpito alla testa, sembra da manganellate della polizia, mentre seguiva gli scontri in piazza Taksim. Portato in ospedale da un avvocato per i diritti umani, è stato tenuto sotto osservazione e quando, domenica sera, è stato dimesso, gli agenti lo hanno condotto in questura per accertamenti. E' probabile che venga espulso e che possa rientrare in Italia martedì 18 o al più tardi mercoledì 19.  Parte della sua attrezzatura sarebbe scomparsa.

Bilancio delle proteste - Dall'inizio  delle proteste in Turchia quattro manifestanti sono stati uccisi e 7500 feriti, almeno 50 dei quali sono gravi, mentre 11 hanno perso la vista. Un poliziotto è morto cadendo da un ponte in costruzione mentre inseguiva i manifestanti. Dal mondo sono arrivate numerose condanne della brutalità della polizia turca contro manifestanti pacifici. Secondo fonti dell'associazione avvocati negli scontri del 16 giugno la polizia ha arrestato 600 persone a Istanbul e Ankara. Diversi giornalisti sono stati picchiati e arrestati.

Riaperta piazza Taksim - Piazza Taksim intanto è stata riaperta. La polizia turca ha infatti tolto il divieto di accedere all'epicentro delle proteste anti-governative che vanno avanti da tre settimane e che era stato chiuso dopo lo sgombero forzato di sabato scorso. E proseguono le accuse rivolte alla polizia turca, colpevole secondo i manifestanti, di aver aggiunto sostanze chimiche all'acqua dei cannoni usati per sfollare i presidi. Secondo le foto pubblicate su sito Global Project negli idranti sarebbe stata versata Jenix, sostanza fortemente urticante e che provoca piaghe.

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