Il Guardian rivela: leader spiati al G20 del 2009

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Secondo il quotidiano britannico, i servizi segreti di Gran Bretagna e Usa tenevano sotto controllo pc e telefoni dei politici. La fonte è sempre Edward Snowden, protagonista del Datagate

Il nodo crescita, l'emergenza lavoro per i giovani - tema fortemente voluto dall'Italia di Enrico Letta - e la lotta all'evasione e all'elusione fiscale. Sono questi alcuni dei temi del G8 che si apre oggi, lunedì 17 giugno, a Lough Erne, in Irlanda del Nord (Qui il liveblogging). Un vertice, quello tra i leader della Terra, che sarà però dominato dal dossier Siria (le rivolte e la repressione - le foto). Tutti temi che i quattro leader europei che siedono al tavolo del summit - Letta, Merkel, Hollande e Cameron - cercheranno di affrontare con una voce sola, dopo essersi confrontati con i vertici europei - il presidente della commissione Jose Manule Barroso e quello del consiglio, Herman Van Rompuy - in un pre-vertice per mettere a punto una strategia comune. Sui temi economici ma anche e soprattutto sulla Siria dove le posizioni, nel vecchio continente, sono ancora a macchia di leopardo su un possibile sostegno ai ribelli.
Ma alla vigilia dell'incontro dei grandi della terra arriva una nuova rivelazione del Guardian che rischia di proiettare più di un'ombra d'imbarazzo sul vertice.
A pochi giorni dall'esplosione del caso Datagate, il quotidiano denuncia: "Nel 2009, i servizi segreti di Usa e Gran Bretagna hanno spiato i leader politici presenti al G20". Ancora una volta, fonte del quotidiano britannico e Edward Snowden (qui il link all'articolo).

Leader spiati al G20 del 2009 - Telefonate di leader e delegazioni straniere intercettate e computer spiati. Questa l'attività che i servizi d'intelligence britannici e americani avrebbero condotto durante il summit a Londra di 4 anni fa. I controlli sarebbero stati eseguiti dal Gchq britannico (The Government Communications Headquarters - l'intelligence britannica), ma anche da agenti del Nsa (National Security Agency) Usa che avrebbero spiato conversazioni segrete, con particolare attenzione all'allora presidente russo Dmitri Medvedev.

Articolato sistema di spionaggio - Il Guardian, in un articolo pubblicato domenica 16 giugno sul web, cita il contenuto di documenti top secret svelati da Edward Snowden, la fonte che ha smascherato l'esistenza del programma segreto di sorveglianza americano Prism (L'INFOGRAFICA), rivelandolo attraverso le colonne dello stesso giornale. Stando a questa fonte, il G20 del 2009 sarebbe stato caratterizzato da un articolato sistema di spionaggio delle conversazioni di intere delegazioni attraverso l'installazione di internet point truccati con software-spia e il controllo capillare del sistema dei Blackberry utilizzati dagli ospiti.
Secondo quanto si apprende, ad alcuni delegati vennero fatti utilizzare Internet café da dove il Government Communications Headquarters, l'agenzia governativa britannica che si occupa di sicurezza, spionaggio e controspionaggio nell'ambito delle comunicazioni, poteva tracciarne i messaggi. Tra i Paesi presi di mira ci furono anche la Turchia ed il Sudafrica e scopo dell'iniziativa sarebbe stato di migliorare la posizione di negoziazione della Gran Bretagna durante il summit.

Controlli autorizzati da Usa e Gb - L'infiltrazione sarebbe stata autorizzata sul fronte britannico dall'allora primo ministro laburista, Gordon Brown. Ma avrebbe coinvolto anche un pool di agenti della National Security Agency (Nsa) americana - la stessa che gestiva il programma Prism - basati nel Regno Unito e interessati in particolare a Medvedev. Nel rapporto relativo ai controlli fatti sulle conversazioni dell'allora inquilino del Cremlino (oggi primo ministro), i documenti in possesso del Guardian mettono fra l'altro in evidenza "un cambiamento" nel sistema di trasmissione delle comunicazioni del leader russo verso Mosca, attraverso l'ambasciata a Londra.

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