Datagate Usa, la fonte è un 29enne ex tecnico della Cia

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Il Guardian ha rivelato l’identità dell’informatore dello scoop sul programma di controllo delle comunicazioni Prism. Si chiama Edward Snowden, ora lavora per una società di consulenza e vive a Hong Kong: “Così l’America distrugge la nostra privacy”

Ha 29 anni, si chiama Edward Snowden, e non si aspetta "niente di buono" dal proprio futuro. Soprattutto dopo che, nella giornata di domenica 9 giugno, ha confessato di essere lui la fonte che ha passato al giornale The Guardian i documenti riservati relativi a PRISM, il programma di "intercettazione" del traffico Internet messo a punto nel 2007 dalla National Security Agency (NSA), l'agenzia governativa statunitense che si occupa di sicurezza nazionale ed è nota per essere uno degli enti più riservati al mondo. "Non posso permettere al governo statunitense di distruggere la riservatezza e le libertà civili", ha dichiarato Snowden in un'intervista rilasciata da Hong Kong, città dove si è trasferito a fine maggio, dopo aver lasciato gli Stati Uniti per paura di ripercussioni sulla propria libertà: "Non puoi fare qualcosa del genere senza accettare il rischio della prigione (…) Se vogliono prenderti, possono farlo in qualsiasi momento".

Un ex dipendente della CIA - Edward Snowden è un ex assistente tecnico della CIA, per la quale ha lavorato in passato in Svizzera: "Gran parte di quello che ho visto a Ginevra mi ha disilluso sugli obiettivi del mio governo. Ho capito di far parte di qualcosa che stava facendo più male che bene", ha raccontato Snowden al Guardian. Fino a poche settimane fa Snowden era dipendente nella sede delle Huawai della Booz Allen Hamilton, società di consulenza che collabora con diverse agenzie di intelligence statunitensi. Proprio nell'ambito di quest'ultima posizione, Snowden è venuto a conoscenza del programma PRISM. "La NSA ha costruito un'infrastruttura che le permette di intercettare qualsiasi tipo di informazione. Se volessi visualizzare le tue email o quelle di tua moglie, potrei farlo. Potrei così ottenere le tue email, password, telefonate, carte di credito". Proprio per questo motivo Snowden ha maturato la scelta di diffondere le informazioni riservate di cui era venuto in possesso: "Non voglio vivere in una società che fa questo genere di cose. Non voglio vivere in un mondo in cui tutto quello che faccio e dico viene registrato".

L'intervista a The Guardian



"Un programma illegale"
- L'ex dipendente della CIA ha poi precisato che, nonostante Obama abbia parlato di un programma "legale e limitato", tenuto sotto stretto monitoraggio dal Congresso, gli ufficiali di NSA abbiano "ripetutamente mentito alle richieste del Congresso a proposito dello scopo della sorveglianza in America". Lo stesso vale anche per le accuse di cyberguerra mosse dal primo inquilino della Casa Bianca nei confronti della Cina durante il recente incontro con Xi Jinping: "Anche noi (americani) facciamo hacking contro chiunque", ha spiegato Snowden.

Prime reazioni
- Mike Rogers, capo della Commissione dell'Intelligence della Camera dei Depuatati, ha dichiarato che chi ha diffuso le informazioni sul programma della NSA debba essere accusato di crimine. "Sono fermamente convinto che debba essere processato", ha detto Rogers prima che venisse allo scoperto il nome di Snowden.
Ha preso le distanze dal proprio dipendente anche la Booz Allen Hamilton che in un comunicato stampa ha dichiarato: "Le notizie relative alla diffusione dei documenti riservati sono scioccanti e, se vere, questa azione rappresenta una grave violazione del codice di condotta e dei valori fondamentali della nostra compagnia. Lavoreremo a stretto contatto con i nostri clienti e le autorità sulle indagini che saranno avviate".

Nuovi dettagli su PRISM - Intanto, negli ultimi giorni sono continuate ad arrivare molte smentite da parte delle compagnie accusate di essere coinvolte nell'attività di monitoraggio. Facebook, Google, Apple, Microsoft, Yahoo!, Dropbox hanno spiegato di non fornire nessun accesso diretto ai propri server. In realtà, come ha rivelato un altro informatore alla Electronic Frontiers Foundation, esisterebbero già strumenti - tecnicamente definiti "splitter" - in grado di intercettare il traffico Internet. "Questi splitter - secondo EFF - effettuano una copia esatta dei dati che passano attraverso un cavo: un flusso è diretto al governo, mentre l'altro flusso al destinatario (di una email o altro messaggio)".

I paesi più sorvegliati - Sempre nel corso del weekend, The Guardian ha rivelato l'esistenza di Boundeless Informant, strumento di data-mining messo a punto dalla NSA per tenere traccia di tutte le informazioni raccolte. In un periodo di 30 giorni l'agenzia per la sicurezza nazionale sarebbe in grado di intercettare 3 miliardi di informazioni condivise online. The Guardian ha pubblicato anche una mappa che mostra i paesi da cui vengono raccolte più informazioni: tra questi ci sono l'Iran, il Pakistan, la Giordania, l'Egitto e l'India.

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