Molestie, il Papa manda il cardinale O’Brien in ritiro

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Francesco "ha messo in punizione" l’arcivescovo accusato per episodi che risalgono a 30 anni fa. Dovrà andare via dalla Scozia per "un rinnovamento di preghiera e di penitenza". Già Ratzinger lo aveva indotto a non entrare in conclave

Papa Ratzinger lo aveva indotto a non entrare in conclave, Papa Francesco lo ha mandato in ritiro, lontano dalla Scozia, "per alcuni mesi di rinnovamento spirituale, preghiera e penitenza". Il suo futuro è incerto, giacché "ogni decisione circa la destinazione futura del cardinale sarà da concordare con la Santa Sede". Si conclude così, con un asciutto comunicato diffuso dalla sala stampa della Santa Sede, la vicenda dell'arcivescovo Keith O'Brien, già guida della chiesa scozzese, accusato lo scorso febbraio di abusi sessuali nei confronti di tre sacerdoti e un ex sacerdote, per episodi che risalgono a oltre 30 anni fa. Accuse pubblicate sui media, che avevano indotto il porporato a non imbarazzare ulteriormente la Chiesa cattolica, già turbata dallo scandalo, imponendo la sua presenza nel conclave che ha scelto Bergoglio come successore di Ratzinger.

Il cardinale scozzese si era anche dimesso da arcivescovo di Edimburgo, ma le sue scuse erano state definite "deboli" da David Clohessy, presidente dello Snap, la associazione che raccoglie alcune vittime di abusi sessuali del clero. "Mi scuso con coloro che ho offeso", aveva detto il 25 febbraio O'Brien comunicando la propria decisione: rinuncio al conclave perché "non voglio che le attenzioni dei media a Roma si concentrino su di me". Il collegio cardinalizio, riunito in Vaticano nei giorni precedenti il conclave, aveva accettato la rinuncia di O'Brien a prendervi parte, per "motivi personali". O'Brien, che sarebbe stato l'unico rappresentante del Regno Unito in conclave, e in un primo momento aveva annunciato la sua intenzione di entrare nella Cappella Sistina, ha compiuto 75 anni in marzo. E’ considerato un conservatore e tradizionalista, e aveva manifestato posizioni molto rigide contro l'omosessualità, da lui definita "immorale", e contro i matrimoni gay.

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