Vega, missione compiuta: lanciati tre satelliti in orbita

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Il razzo-vettore dell'Esa è decollato alle 4.06 del 7 maggio dalla Guyana Francese. E' stato in parte progettato e costruito a Colleferro (Roma). Lasagni, responsabile divisione spazio di Avio: "Speriamo di aprire un mercato"

di Eliano Rossi

Missione compiuta. Questa volta si può dire. Dopo il rinvio del lancio a causa del maltempo il 4 maggio scorso, il razzo-vettore europeo Vega ha portato in orbita tre satelliti e tante speranze, compiendo il suo primo "viaggio" commerciale dallo spazio-porto di Kouru, nella Guayana Francese. Una soddisfazione anche italiana, poiché il 65 per cento del lanciatore, costruito in ambito Esa, (Angenzia Spaziale Europea) è stato realizzato nello stabilimento del Gruppo Avio a Colleferro, cittadina in provincia di Roma.

Il video del lancio


Lasagni (Gruppo Avio): "Puntiamo a fare 3-4 lanci l'anno" - "In questo momento ci sentiamo sulla cresta dell'onda", commentava prima del lancio Giuliano Lasagni, responsabile della divisione Spazio di Avio da Kouru. "Questo razzo-vettore è un apripista, un apportatore di tecnologia molto importante, costato la metà dell'Ariane 5", spiega. Proprio grazie ai bassi costi, il lanciatore apre l'accesso allo spazio anche ai centri di ricerca e alle Università. "Cerchiamo di stabilire uno standard di basso costo per l'accesso all'orbita e aprire il mercato. Puntiamo a fare almeno 3-4 lanci l'anno", dice Lasagni.
I benefici di un settore spaziale forte sono almeno due. Il primo è di carattere diplomatico: "La disponibilità di un lanciatore europeo può stimolare legami internazionali. Questa missione, ad esempio, ha portato in orbita un satellite del governo vietnamita e uno di un'università estone. Speriamo di aprire lo stesso tipo di rapporti con Paesi come il Brasile, l'Argentina e perchè no, anche gli Stati Uniti", spiega Lasagni. In secondo luogo, l'indotto che lo sviluppo di lanci satellitari può generare, favorirebbe la creazione di posti di lavoro.

Pulizia delle orbite - Per realizzare tutto ciò, soprattutto in un settore ad alta tecnologia competitivo come quello spaziale, c'è bisogno di un continuo investimento in ricerca e nuovi progetti. Le idee non mancano e dallo stesso Vega è lecito aspettarsi qualche sorpresa. "Per un vettore così agile, in futuro può essere pensata anche un'altra funzione: la pulizia delle orbite dalla spazzatura spaziale. Vega ha la capacità di fare deorbiting, cioè di cadere liberando l'orbita. Questa capacità può essere sfruttata per agganciare i satelliti morti che continuano ad occupare spazio orbitale, contrastando così la spazzatura spaziale che oggi rappresenta un problema serio".

Proba V, studierà la vegetazione - A bordo di Vega c'era anche un satellite dell'Esa, Proba V, dove “V” sta per “vegetazione”. Tra sei mesi, una volta finita la fase di calibrazione, monitorerà la natura terrestre e invierà dati utili a scienziati e agricoltori. "Il satellite acquisisce immagini della Terra con una frequenza cadenzata, ad esempio ogni 2 giorni per l'Italia (alcune zone verranno osservate tutti i giorni ndr) e svolgerà quattro servizi principali: monitoraggio delle colture, monitoraggio delle coste, servizio di emergenza civile per i disastri naturali e studio del cambiamento climatico", spiega Pier Bargellini, manager della missione all'Efrin di Frascati. I dati che invierà sulla Terra saranno molto utili. Nell'ambito dell'agricoltura, ad esempio, riveleranno il momento migliore per fare la semina e quello per fare il raccolto in una determinata zona, con l'obiettivo di migliorare la resa qualitativa e quantitativa della produzione.

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