Raid israeliano sulla Siria, colpito un carico per Hezbollah

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Obiettivo del blitz dell'aviazione di Gerusalemme un rifornimento di armi, forse diretto in Libano al movimento libanese sciita alleato al regime di Bashar al-Assad

Israele avrebbe condotto nella notte tra il 2 e il 3 maggio un raid aereo sulla Siria per colpire un trasferimento di "missili sofisticati". La notizia, lanciata per prima dalla Cnn e smentita dall'ambasciatore siriano all'Onu, viene ora confermata da una fonte della sicurezza dello stato israeliano riportata dalla Reuters. La fonte avrebbe inoltre rivelato che l'attacco ha avuto luogo dopo l'approvazione ottenuta nel corso di una riunione segreta del governo israeliano presieduto da Benjamin Netanyahu.

Venerdì 3 maggio le autorità libanesi avevano registrato un'attività inusuale dell'aviazione israeliana sopra il proprio territorio, attribuendolo però al normale monitoraggio per evitare eventuali passaggi di armi dai territori siriani verso gli Hezbollah libanesi. Già lo scorso gennaio, secondo le autorità di Damasco, le forze israeliane avrebbero colpito un convoglio in Siria che trasportava armi agli Hezbollah. Attacco però mai confermato da Gerusalemme.

Da un punto di vista tecnico Israele e la Siria sono ufficialmente in guerra da quando, nel 1967, l'esercito della stella di David occupò le alture del Golan dando il via agli insediamenti. Negli ultimi decenni però il confine è rimasto relativamente tranquillo, ma recentemente a Gerusalemme sono aumentati i timori che la rivolta contro Assad possa venire guidata da forze islamiste vicine ad Al Qaeda. Israele è anche spaventata dall'ipotesi che gli Hezbollah, ora alleati di Assad, possano ottenere le sue armi chimiche nel caso di una caduta del regime.

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