Pakistan, ucciso procuratore al processo omicidio di Bhutto

Chaudhry Zulfiqar, il procuratore ucciso in Pakistan
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Coordinava l'inchiesta per l'uccisione dell'ex premier e allora capo dell'opposizione. E' stato assassinato nel centro di Islamabad e  aveva già ricevuto minacce di morte. Nessuno è mai stato riconosciuto colpevole dell'attentato alla donna

Chaudhry Zulfiqar, procuratore capo nel processo per l'omicidio nel 2007 dell'ex premier e allora capo dell'opposizione Benazir Bhutto, è stato assassinato di primo mattino nel centro di Islamabad: lo hanno riferito fonti della polizia pakistana, secondo cui il magistrato era alla guida della sua auto quando questa è stata affiancata da una motocicletta in corsa con a bordo individui armati, che gli hanno sparato almeno dodici colpi prima di dileguarsi. Zulfiqar, gravemente ferito, è morto poco dopo il ricovero in ospedale.
Lesioni ha riportato una delle sue guardie del corpo, mentre una passante ha perso la vita dopo essere stata travolta dalla vettura, rimasta senza controllo.

Inutili le misure di sicurezza - Il procuratore, che sosteneva la pubblica accusa nei confronti dell'ex presidente Pervez Musharraf, al momento dell'agguato era diretto al Palazzo di Giustizia di Rawalpindi, la cittù-gemella della capitale in cui Bhutto cadde vittima di un duplice attentato, per una nuova udienza del giudizio in corso davanti alla Corte Anti-Terrorismo.
Vane sono dunque risultate le misure di sicurezza extra concesse a Zulfiqar dal governo del Pakistan l'anno scorso, in seguito alle minacce di morte ricevute dagli inquirenti con i quali collaborava.

Finora nessun colpevole per l'omicidio della Bhutto - Nessuno è mai stato riconosciuto colpevole dell'uccisione di Bhutto, che all'epoca il regime di Musharraf addebitò a Baitullah Mehsud, capo dei Talebani locali, il quale negò sempre ogni coinvolgimento e nel 2009 fu infine eliminato in un raid di un drone Usa.
Il figlio della defunta e suo successore alla guida del Partito Popolare del Pakistan, Bilawal Bhutto Zardari, ha sempre accusato l'ex leader pakistano di essere il mandante del delitto.

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