Giornata mondiale libertà di stampa: il dovere di raccontare

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In occasione della ricorrenza promossa dall'Unesco si intensificano gli appelli per il ritorno di Domenico Quirico, inviato della Stampa in Siria di cui non si hanno notizie dall'8 aprile

Venerdì 3 maggio viene celebrata la Giornata per la libertà di stampa, ricorrenza promossa dall'Unesco. Una data che in Italia viene dedicata alla sicurezza e alla liberta di espressione che, come si legge in un comunicato della Federazione Nazionale della Stampa, è particolarmente "a rischio nei luoghi di guerra, nelle terre dominate dai regimi e ovunque (anche in Italia) dalla malavita che infesta soprattutto le aree di frontiera". 
L’home page della Fnsi si apre "con l’appello alla liberazione di Domenico Quirico inviato de La Stampa di cui non si sa più nulla da parecchie settimane dopo essere giunto in Siria".  Del reporter non si hanno più notizie dall'8 aprile. "Spero che presto familiari e colleghi possano riabbracciarlo" ha dichiarato la presidente della Camera Laura Boldrini, inviando un messaggio a Perugia, dove si svolge, proprio concomitanza con quella sulla libertà di stampa, la Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo.

La Stampa dedica la copertina a Quirico
- Alla Giornata mondiale per la libertà di stampa e a Domenico Quirico il quotidiano La Stampa dedica oggi una copertina speciale insieme a un inserto di otto pagine dal titolo "Il dovere di raccontare". In prima pagina anche il richiamo all'editoriale del direttore Mario Calabresi ("Un impegno internazionale, che faccia sentire la pressione dell'opinione pubblica sui regimi che opprimono la libertà di stampa, può fare la differenza") e all'articolo della blogger Yoani Sanchez.

Uccisi 68 giornalisti nel 2012 - Preoccupanti i numeri relativi al solo 2012: lo scorso anno sono stati 68 i giornalisti uccisi in tutto il mondo. Una situazione che si fa particolarmente drammatica nelle ex repubblice sovietiche, dove negli ultimi sedici anni i reporter uccisi sono stati 294, nel Messico sconvolto dai  narcotrafficanti e, ovviamente in Siria.  Ma anche l'Italia, ricorda la Fnsi, non può considerarsi un posto sicuro. "La notizia di un attentato a un collaboratore de 'La Nuova Sardegna' ieri, in provincia di Sassari, è il più recente episodio di un fenomeno inquietante e da stroncare" ricorda in una nota la Federazione della Stampa.


Consiglio d'Europa: "Proteggere anche blogger
" - Si concentra invece sull'informazione in rete il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks: "Se è vero che i giornalisti possono raggiungere una più vasta audience e farlo più rapidamente, quando decidono di farlo ci sono vecchi e nuovi pericoli che li attendono", sottolinea il commissario riferendosi agli atti di violenza, le intimidazioni, i processi ingiustificati e il controllo a cui sono sottoposti coloro che diffondono notizie. "Le misure per assicurare la sicurezza dei giornalisti da questi pericoli devono essere rafforzate", avverte Muiznieks, affermando che questa protezione deve includere anche tutti coloro che in senso più ampio fanno informazione, quindi anche i blogger e i semplici cittadini che, come i giornalisti, sono a rischio per quanto scrivono. Questo perché, spiega il commissario, secondo la giurisprudenza della Corte di Strasburgo ciò che giustifica una maggiore protezione della libertà di espressione è il tipo di informazione data piuttosto che la persona che dà l'informazione.

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