Mosca, incendio in un ospedale psichiatrico: 38 morti

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Un corto circuito sarebbe la causa del rogo, ma non si esclude il dolo. Tre persone sono sopravvissute: un'infermiera ha portato fuori dall'edificio in fiamme due pazienti. Dichiarato il lutto nazionale in tutta la Regione

Sono almeno 38 le persone che hanno perso la vita a causa di un incendio divampato durante la notte tra il 25 e 26 aprile in un ospedale psichiatrico di Ramensky, cittadina della regione di Mosca situata una quarantina di chilometri a sud-est della capitale russa. Secondo quanto riferito da fonti del ministero federale della Sanità, nel complesso erano presenti 31 persone, tra le quali tre infermiere: due sono morte insieme a 36 pazienti, asfissiati dal fumo nei loro letti o comunque rimasti intrappolati all'interno dell'edificio le cui finestre erano sprangate da sbarre di ferro. L'ospedale psichiatrico di Ramensky, ospitava anche alcolizzati  e tossicodipendenti.
Per ragioni ancora da accertare, il rogo si è innescato sul tetto della struttura, parzialmente in legno, e da lì si è rapidamente propagato ai locali sottostanti. Il governatore, Andrei Vorobiov, ha dichiarato sabato 27 aprile giornata di lutto in tutta la regione di Mosca.

Tre sopravvissuti - Il sistema di allarme è entrato regolarmente in funzione, ma la maggior parte degli ospiti non ha sentito le sirene poiché erano stati somministrati loro forti sedativi. Solo una delle infermiere, svegliatasi in tempo, è riuscita a fuggire portando in salvo con sé una donna e un giovane: sono gli unici superstiti. A oltre un centinaio di vigili del fuoco sono occorse diverse ore per estinguere le fiamme e intraprendere le operazioni di ricerca tra le macerie semi-carbonizzate.

Forse un cortocircuito all'origine del rogo - Immediate le polemiche sulla lentezza dei soccorsi e sull'inadeguatezza delle misure di sicurezza, circostanze tragicamente comuni in Russia: il Comitato Investigativo della Federazione, principale organo inquirente che dipende direttamente dal Cremlino, ha annunciato l'apertura di un'inchiesta penale per omicidio colposo plurimo. L'ipotesi più probabile resta il corto circuito, ma non è escluso né un gesto doloso o una causa accidentale, come un mozzicone di sigaretta lasciato acceso. Un testimone citato dall'agenzia di stampa russa Interfax ha riferito che l'infermiera sopravvissuta gli avrebbe detto che un giovane ricoverato il 25 aprile aveva manifestato l'intenzione di bruciare un materasso.

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