Boston, Obama: “La bomba non ci fermerà, finiremo la corsa”

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Il presidente Usa, durante la cerimonia interconfessionale in ricordo delle vittime dell’attentato, ha assicurato: “Prenderemo i colpevoli”. E ancora: “Vogliono terrorizzarci ma hanno sbagliato città”. Le indagini proseguono: i sospettati sarebbero due

Commosso, Obama nella cattedrale di Boston ha oggi detto: "No more hurting people. Peace". Ovvero “Basta far del male. Pace”. Le parole che la più giovane vittima della strage della maratona, Martin Richard, di otto anni, aveva scritto su un poster mostrato orgogliosamente ai compagni. Ma nel corso della cerimonia interconfessionale per onorare le tre persone uccise e le oltre 170 ferite nell'attentato, il presidente degli Stati Uniti ha anche mostrato determinazione, e parlando agli attentatori ha ribadito, anzi, ha quasi scandito: "Vi troveremo, e finirete davanti alla giustizia". Sotto il peso della giustizia, come ha affermato sin da subito.

Sono giorni particolarmente complicati questi per il presidente degli Stati Uniti. Dopo l'impennata delle tensione con la Corea del Nord, l'attentato nel cuore di Boston ha fatto ripiombare il Paese nell'atmosfera di terrore che lo aveva avvolto dopo l'11 settembre 2001. E poi l'esplosione nella fabbrica di fertilizzanti in Texas, la bocciatura della legge anti-armi, e ancora le lettere al veleno, di cui una indirizzata proprio a lui. Ma su questo fronte c'è stata però nelle ultime ore già la svolta. Kenneth Curtis, di Tupelo in Mississippi, l'uomo arrestato perché avrebbe firmato le missive con le sue iniziali prima di indirizzarle oltre che ad Obama anche al senatore repubblicano Roger Wickman e ad altri parlamentari del Congresso, è stato ufficialmente incriminato, per "minaccia contro il presidente". L'Fbi ha poi anche fatto sapere, e ha ribadito, che non c'è alcuna relazione tra le missive e l'attentato a Boston, dove le indagini continuano a ritmo serrato ed è in corso una vera e propria caccia all'uomo, a cui partecipano tutte le agenzie federali, per dare un nome all'uomo misterioso che sulla base di due diversi video avrebbe depositato almeno una delle due bombe vicino alla finish line del traguardo della maratona. E soprattutto per fermarlo.

E apparentemente, le autorità hanno anche allargato il campo dei possibili sospetti: stando a quanto riferito dalla Fox News e da altre fonti, le persone che gli investigatori vogliono interrogare in relazione all'attentato sarebbero due. Entrambe sarebbero state 'immortalate' in alcune delle migliaia e migliaia di immagini in mano agli inquirenti, che hanno anche iniziato a distribuire le loro foto. "Vogliono terrorizzarci, ma hanno sbagliato", ha detto Obama tra le navate della Cattedrale Holy Cross di Boston, dove almeno duemila persone si sono riunite per partecipare alla cerimonia e molte centinaia di altre sono rimaste fuori, unite da un forte senso di appartenenza alla comunità colpita, ma determinata a reagire. Nella Cattedrale, sede dell'arcidiocesi cattolica di Boston di cui è a capo il cardinale Sean O'Malley, erano presenti i leader locali di tutte le confessioni religiose, il sindaco di Boston Tom Menino, il governatore del Massachusetts Deval Patrick e anche l'ex governatore ed ex candidato alla Casa Bianca Mitt Romney. Anche a loro Obama ha detto con forza: "Finiremo la corsa. Finirete la corsa. Una bomba non può fermarci". Parole accolte con un boato, che è diventato poi una standing ovation.

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