Boston, la gestione dell'emergenza passa anche per il web

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Polizia, Croce rossa, ospedali, biblioteche: in occasione dell'attentato, le istituzioni locali hanno usato i social network per fornire informazioni e chiedere agli utenti di inviare foto e video. Nella speranza che possano aiutare le indagini

di Raffaele Mastrolonardo

“Twitter dà il meglio di sé nei 5 minuti dopo un disastro e il suo peggio nelle 12 ore successive”, recitava un messaggino molto condiviso nella notte tra il 15 e il 16 aprile. La tragedia della Maratona di Boston ha confermato, ancora una volta, la duplice valenza dei social network in situazioni come questa: straordinari veicoli di notizie dal campo, propagatori senza controllo di voci non verificate. Proprio in un simile contesto, dove il confine tra verità e bufala è molto labile, diventa allora importante il ruolo giocato da soggetti in grado di fornire informazioni autorevoli. Lo hanno dimostrato, nelle ore dopo le esplosioni, istituzioni come la Polizia di Boston, la Croce Rossa e la biblioteca JFK che non hanno esitato a ricorrere ai social network per diffondere notizie verificate e gestire l'emergenza, con il contributo prezioso dei materiali messi a dispostizione dagli utenti. Ecco alcuni esempi raccolti uno Storify.

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