Amina, la mamma: "E' scomparsa". Ma lei: "Sono scappata"

Amina Tyler, nella foto un momento della telefonata via Skype con Inna Shevchenko, leader di Femen ucraina
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"Alcuni sfruttano la storia di mia figlia" dice la donna che afferma che la 19enne è sotto "trattamento psichiatrico" da 6 anni. La giovane, che ha contattato via Skype il gruppo Femen, denuncia: sono stata sequestrata e ho subito il lavaggio del cervello

Amina Tyler è scomparsa venerdì 12 aprile, "temo per la sua vita" ha dichiarato la mamma della giovane tunisina divenuta famosa per aver postato su Facebook una sua fotografia a seno nudo ispirandosi alle attiviste ucraine Femen. Diversa la versione che la stessa Amina ha dato via Skype a una delle leader del gruppo nato a Kiev: parlando da un luogo segreto, ha raccontato di essere fuggita perché era stata picchiata da suo zio e da suo cugino che l'avevano portata in un villaggio remoto dove le somministravano potenti sedativi.
In segno di solidarietà con Amina, minacciata di morte dopo aver manifestato l'intenzione di unirsi alle attiviste che protestano a seno nudo e per questo, secondo molte fonti, rinchiusa in un ospedale psichiatrico, lo scorso 4 aprile il gruppo Femen ha indetto la giornata internazionale Topless Jihad, invitando a manifestare sotto i consolati della Tunisia (LE FOTO).

La mamma di Amina: "Alcuni gruppi stanno sfruttando la storia di mia figlia" - "Alcuni gruppi stanno sfruttando la storia di mia figlia a sue spese" ha dichiarato lunedì 15 aprile la mamma della giovane denunciandone la scomparsa. La donna si è inoltre detta preoccupata per la salute di Amina che da 6 anni è sotto "trattamento psichiatrico" e ha riferito di aver parlato con il medico che l'ha in cura. La mamma di Amina continua inoltre a respingere con forza la tesi di alcuni gruppi per i diritti delle donne secondo cui la ragazza sarebbe stata sequestrata dalla sua stessa famiglia. "Non c'è mai stato nessun rapimento - ha dichiarato - Stiamo solo tentando di proteggere nostra figlia impedendole di uscire da sola, per la sua sicurezza".

Amina: "Sono stata sequestrata e ho subito il lavaggio del cervello" -
Amina stessa, però, ha raccontato al gruppo Femen di essere stata rapita, nei giorni successivi alla sua protesta su Facebook, da alcuni parenti (uno zio ed un cugino) che l'hanno caricata a forza su una autovettura e, dopo averle preso il telefono cellulare e spezzato la carta Sim, l'hanno portata nell'abitazione di un'altra parente (una zia). Durante una conversazione via Skype (qui il video) con la leader delle Femen ucraine, Inna Shevchenko, la 19enne ha detto di essere stata picchiata e di aver incontrato centinaia di persone (300, ha detto) che hanno cercato di convincerla che aveva sbagliato e che la obbligavano a leggere il Corano. "Ho anche provato a fuggire - ha spiegato -, cercando di farmi caricare in macchina da qualche automobilista di passaggio, ma nessuno mi ha riconosciuto e per questo venivo subito dopo ripresa (da coloro che l'avevano sequestrata, ndr)". E ha aggiunto: "Mi hanno dato forti dosi di medicinali per farmi dormire per tutto il giorno".



Amina ha poi sottolineato che le dichiarazioni rese il 12 aprile a Canal+ (contro Femen, perché le attiviste hanno bruciato una bandiera salafita, e per rivelare la sua intenzione di lasciare la Tunisia) erano state "forzate". E ha poi assicurato che continuerà la sua battaglia per i diritti delle donne. "Non lascerò la Tunisia prima di fare una nuova protesta in topless" ha promesso.

Il mese scorso, le foto di Amina che rivendica la proprietà del suo corpo esponendolo hanno fatto il giro del mondo e provocato le ire degli islamisti tunisini. Rischia fino a sei mesi di carcere per oltraggio alla morale.

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