Neruda, riesumazione della salma a 40 anni dalla scomparsa

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Il Nobel per la letteratura si è spento nel 1973, ufficialmente per un cancro alla prostata. La sua morte viene però collegata alla dittatura di Pinochet. Secondo l'autista del poeta, fu ucciso con un'iniezione letale

Pablo Neruda morì per cause naturali oppure fu ucciso dagli uomini di Augusto Pinochet? Con l'intento di chiarire questo mistero, la salma del poeta cileno sarà riesumata lunedì 8 aprile dalla tomba davanti al mare dove riposa il Nobel per la letteratura 1971.
Neruda morì il 23 settembre 1973 (dodici giorni dopo il golpe), ufficialmente per un cancro alla prostata. Ma i dubbi emersero subito in quei primi giorni della dittatura.

Dubbi sulla natura della morte di Neruda - Il poeta è sepolto insieme a Matilde Urrutia, la sua terza moglie, a Isla Negra, 100 chilometri da Santiago. La riesumazione è stata ordinata a seguito di un'inchiesta dopo le accuse dell'autista del poeta, Manuel Araya, secondo il quale Neruda fu ucciso con un'iniezione letale mentre era ricoverato in una clinica di Santiago. Araya oggi ha 66 anni ed è "orgoglioso - ricorda all'ANSA - di essere riuscito a raggiungere la meta che mi ero posto tanti anni fa".
Ad essere determinante nella decisione della riesumazione è stato inoltre Eduardo Contreras, avvocato del Partito comunista - al quale Neruda apparteneva - che l'anno scorso ha presentato una denuncia per omicidio e associazione illecita.
Nel 1972, Neruda rientrò a Santiago dalla Francia, proprio a causa della sua malattia. Pochi giorni dopo il golpe un commando fece irruzione nella casa a Isla Negra. L'abitazione fu saccheggiata dai militari, che di fatto la occuparono. Il poeta rimase solo con la moglie e con Araya. A quel punto, il Messico si fece avanti per far uscire Neruda dal Cile: "Matilde e Manuel iniziarono quindi a preparare il trasferimento di Neruda a Santiago per poi andare in esilio", precisa nella sua denuncia Contreras, ricordando che Neruda venne portato su un'ambulanza nella clinica Santa Maria della capitale. Il giorno prima di morire Neruda fu visitato dall'ambasciatore messicano: Araya assicura che durante quel colloquio le condizioni del poeta erano quasi normali.

Contreras ricostruisce gli attimi prima della morte - "La domenica che morì, Neruda chiese a Matilde e Manuel di recarsi a Isla Negra per raccogliere alcuni oggetti di valore. Rimase in compagnia della sorella Laura, che aveva problemi alla vista. Nel pomeriggio, telefonò a Matilde e Manuel ai quali chiese però di tornare, perché - afferma Contreras - mentre dormiva erano entrate delle persone che gli avevano fatto un'iniezione nell'addome".
I due arrivarono poco dopo e trovarono Neruda con la febbre e il viso un po' gonfio. Venne chiamato il medico, "il quale disse a Manuel che Neruda doveva prendere quanto prima una medicina che a Santiago poteva essere acquistata solo in una farmacia molto distante". L'autista uscì ma pochi isolati dopo venne bloccato dai militari. Venne rinchiuso all'Estadio Nacional, dove venivano portati gli oppositori: "Fu lì che venne informato della morte di Neruda. In quel momento - conclude il racconto di Contreras - comprese le manovre orchestrate per ucciderlo".

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