Corea del Nord: pronti ad attaccare. Usa: basta provocazioni

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Escalation della tensione nel Pacifico. Da Pyongyang arriva il via libera a operazioni militari contro Washington. Che replica: "Il regime rispetti gli obblighi internazionali". In America rafforzate le difese

Cresce la tensione tra Corea del Nord e Usa. Dopo l'annuncio di Pyongyang del via libera a possibili attacchi nucleari, gli Stati Uniti chiedono il rispetto degli obblighi internazionali e dicono "basta alle provocazioni". Washington ha anche detto che dispiegherà presto un sistema di difesa missilistica nella base di Guam (mappa), mentre le forze armate valutano le contromisure per quella che il segretario alla Difesa Chuck Hagel ha definito la "chiara e reale minaccia".

La Casa Bianca: "Basta provocazioni" -
"La Corea del Nord deve smetterla con minacce provocatoria e cercare di conformarsi agli obblighi internazionali" afferma la Casa Bianca, definendo le recenti affermazioni di Pyongyang "non costruttive". Si tratta di una "nuova dichiarazione provocatoria che isola ancora di più la Corea del Nord dal resto della comunità internazionale e che sottolinea il bisogno di sviluppo economico".

Le mosse del regime -
Intanto secondo quanto riferito dal ministro della Difesa di Seul Kim Kwan-jin alla commissione parlamentare di Difesa, la Corea del Nord ha spostato un missile a medio raggio sulla costa orientale in vista di un test imminente o di un addestramento militare, precisando che non sembra finalizzato a colpire il continente Usa.
Il regime ha anche impedito, giovedì 4, l'ingresso ad un impianto industriale che condivide con il Sud per il secondo giorno consecutivo e ha annunciato che bloccherà la zona se Seul continuerà ad insultarlo.

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