Offshore leaks: tremano 130mila evasori. 200 sono italiani

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Una maxi-inchiesta svela i titolari di conti correnti e di investimenti nei paradisi fiscali provenienti da 170 Paesi, compreso il nostro. L'ammontare si attesterebbe tra i 21mila e i 32mila miliardi di dollari

Si chiama "Offshore Leaks" e sta già facendo tremare 130mila titolari di conti correnti e investimenti nei paradisi fiscali provenienti da 170 Paesi, tra cui politici, industriali, oligarchi, trafficanti d'armi e uomini della finanza internazionale.
Questa Wikileaks dell'evasione ebbe inizio più di un anno fa, quando un anonimo spedì a un indirizzo australiano dischetti con due milioni e mezzo di dati riguardanti conti e depositi nei paradisi fiscali, e ora quei dati vengono pubblicati contemporaneamente dalle testate di mezzo mondo.
I dischetti furono infatti inoltrati al "Consorzio per il giornalismo investigativo" (Icij) di Washington che per 15 mesi ha messo al lavoro un team di 86 giornalisti di 38 testate e 46 Paesi diversi che hanno eseguito verifiche sui dati, riferiti a un arco di 30 anni.
I primi risultati sono già apparsi sui quotidiani inglese Guardian, sull'americano Washington Post, sul francese Le Monde, sullo svizzero Sonntagszeitung e sulla tedesca Sueddeutsche Zeitung (SZ).
Per l'Italia il caso è stato seguito dall'Espresso che nel numero in edicola dal 5 aprile indicherà i nomi di 200 italiani presenti nel database.

Un sistema transazionale - "Non ho mai visto una cosa del genere, è stato scoperchiato un mondo segreto", ha dichiarato alla tv canadese Cbs, Arthur Cockfield, professore di diritto ed esperto fiscale canadese.
Un altro esperto lo ha definito "il colpo più duro mai sferrato all'enorme buco nero dell'economia mondiale". L'ammontare delle somme sottratte da questa sterminata lista di evasori al fisco dei rispettivi Paesi ammonterebbe in totale a una cifra stimata tra i 21mila e i 32mila miliardi di dollari.
L'IcjJ scrive che dietro questo mega-sistema di evasione si nascondeva "un'industria ben retribuita di prestanome, contabili, notai e banche", mentre ad essere coinvolti sarebbero "molti grandi istituti bancari mondiali", tra i quali figurerebbero la svizzera Ubs, l'altra banca svizzera Clariden, affiliata di Credit Suisse, e Deutsche Bank.

I primi nomi nella lista - Il volume dei dati fatti emergere è 160 volte più grande di quello dei dispacci diplomatici americani pubblicati da Wikileaks nel 2011.
L'evasore tedesco più importante individuato finora dalle rivelazioni di "Offshore Leaks" sarebbe il defunto industriale e playboy, oltreché ex marito di Brigitte Bardot, Gunter Sachs, suicidatosi il 7 maggio 2011, che avrebbe creato due società e cinque trust alle Isole Cook, ma altre sei a Panama, alle Isole Vergini ed in Lussemburgo. Il suo amministratore dell'eredita' ha invece precisato che l'esistenza delle societa' in questione era nota al fisco tedesco "gia' dai tempi in cui il signor Sachs era in vita".
Un altro finanziere che ha nascosto i suoi beni alle Isole Vergini sarebbe l'oligarca russo Michail Fridman, che in queste operazioni si sarebbe fatto aiutare da Franz Wolf, 60 anni, figlio di Markus Wolf, il mitico e defunto capo dello spionaggio estero della Ddr.
Sempre nelle Isole Vergini sono 107 le società create da evasori fiscali greci, delle quali solo quattro erano note al fisco di Atene, mentre nella stessa località avrebbe trasferito i suoi beni anche la prima figlia dell'ex dittatore delle Filippine, Ferdinand Marcos, attuale governatore della provincia di Ilocos Norte.

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