Coree, sale la tensione. Seul: "Risponderemo a provocazioni"

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La presidente sudcoreana Park Geun-hye dopo gli annunci di Pyongyang, che ha minacciato di rafforzare il proprio arsenale nucleare: “La ragione dell'esistenza dei militari è di proteggere il Paese e la sua gente”. Gli Usa preparano nuove manovre

La Corea del Sud metterà in campo risposte militari forti e veloci contro le provocazioni della Corea del Nord, senza tenere conto delle conseguenze politiche. Lo ha assicurato la presidente Park Geun-hye, in una riunione coi vertici del ministro della Difesa, in risposta all'annuncio del fine settimana di Pyongyang sull'ingresso in "uno stato di guerra" contro il Sud.
"Se c'è una provocazione contro la Corea del Sud e la sua gente, - ha detto Geun-hye - ci dovrebbe essere una risposta forte iniziale senza alcuna considerazione politica".

Il messaggio della presidente è di mettere da parte ogni remora rispondendo con forza in caso di provocazioni della Corea del Nord, promotrice di minacce quotidiane che ha fatto risalire la tensione nella penisola.  "La ragione dell'esistenza dei militari - ha aggiunto Park, nel resoconto dell'agenzia Yonhap - è di proteggere il Paese e la sua gente dalle minacce".

Nelle ultime settimane, Pyongyang ha progressivamente alzato i toni della retorica con ripetute minacce di guerra contro il Sud in risposta alle esercitazioni militari congiunte denominate (“Foal Eagle”) tra Corea del Sud e Usa, partite a inizio marzo e destinate a chiudersi a fine aprile, oltre che per la nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che ha varato una stretta alle sanzioni dopo il terzo test nucleare del 12 febbraio.

Intanto Papa Francesco, nel messaggio pasquale Urbi et Orbi, ha lanciato un appello per la "pace in Asia, soprattutto nella Penisola coreana, perché‚ si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione".

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