Pasqua, l'appello del Papa per la pace: "Basta sangue"

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Il Pontefice impartisce la benedizione ai 250 mila fedeli giunti in piazza San Pietro per la festività: "Auguri a chi soffre in case, ospedali, carceri". Poi invoca la fine delle violenze in tutto il mondo, dall'Africa alla Siria. VIDEO e FOTO: 1/2

Dall'Africa alla Siria passando per il Medio Oriente e le due Coree. Papa Francesco, nel suo primo messaggio di Pasqua, ricorda i luoghi teatro di sofferenze e tensioni in tutto il mondo. E invoca la fine delle violenze: "Pace a tutto il mondo, ancora così diviso dall'avidità di chi cerca facili guadagni, ferito dall'egoismo che minaccia la vita umana e la famiglia, egoismo che continua la tratta di persone". Affacciandosi dalla loggia centrale di piazza San Pietro, dopo la celebrazione della messa, il Pontefice ha rivolto gli auguri a chi soffre: "Che grande gioia potervi dare questo annuncio: Cristo è risorto! Vorrei che giungesse in ogni casa, in ogni famiglia, specialmente dove c'è più sofferenza, negli ospedali, nelle carceri". Al termine del suo messaggio, il Papa ha poi impartito la benedizione Urbi et Orbi (IL VIDEO - FOTO: 1/2)

Il Papa invoca la pace per tutto il mondo -
"Domandiamo a Gesù risorto, che trasforma la morte in vita, di mutare l'odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace", ha detto il Papa che ha inizialmente parlato della situazione in Medio Oriente: "Tra Israeliani e Palestinesi riprendano con coraggio e disponibilità i negoziati". Quindi in Iraq, "perché cessi definitivamente ogni violenza", e "per l'amata Siria", auspicando "che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi".
Il Pontefice ha proseguito invocando la pace per l'Africa "ancora teatro di sanguinosi conflitti". "In Mali, affinché ritrovi unità e stabilità; e in Nigeria, dove purtroppo non cessano gli attentati, che minacciano gravemente la vita di tanti innocenti, e dove non poche persone, anche bambini, sono tenuti in ostaggio da gruppi terroristici". Il riferimento del Pontefice, pur senza citandolo esplicitamente, è anche al sequestro, avvenuto un mese fa e ancora in corso, di una famiglia francese con quattro bambini, rapita in Camerun e poi portata in Nigeria. "Pace nell'est della Repubblica Democratica del Congo e nella Repubblica Centroafricana - ha aggiunto papa Bergoglio -, dove in molti sono costretti a lasciare le proprie case e vivono ancora nella paura". Dal Pontefice anche un riferimento alle due Coree, "perché si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione".

"Basta tratta di persone, la schiavitù più estesa" - Forte appello anche per la fine della "tratta di persone, la schiavitù più estesa", ha ripetuto due volte il Papa. "Pace a tutto il mondo - ha concluso -, dilaniato dalla violenza legata al narcotraffico e dallo sfruttamento iniquo delle risorse naturali!". "Pace a questa nostra Terra! Gesù risorto porti conforto a chi è vittima delle calamità naturali e ci renda custodi responsabili del creato".

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