Marò, Terzi si dimette: "Contrario al loro ritorno in India"

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"Lascio per salvare l'onorabilità del Paese, in disaccordo con il governo" ha detto il ministro degli Esteri dopo aver riferito in aula. Quirinale: dimissioni irrituali. Monti: "Non preannunciate". Di Paola: "Non abbandonerò la nave in difficoltà"

"Mi dimetto in disaccordo con la decisione di rimandare i marò in India. Le riserve da me espresse non hanno prodotto alcun effetto e la decisione è stata un'altra". Queste le parole del ministro degli Esteri Giulio Terzi pronunciate in Parlamento dopo aver riferito sul caso dei due fucilieri di Marina, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati dell'omicidio di due pescatori scambiati per pirati. "Ho aspettato di farlo qui in Parlamento per esprimere pubblicamente questa mia posizione: non posso più far parte di questo governo" ha aggiunto il ministro. Ma il titolare della Difesa, Di Paola, lo attacca: "Facile lasciare ora". E precisa che le valutazioni espresse dal ministro Terzi "non sono quelle del Governo".
Duro la reazione del Quirinale che parla di "dimissioni irrituali". Il presidente del Consiglio ha poi incontrato il Capo dello Stato al Colle. Napolitano ha firmato il decreto di accettazione delle dimissioni dell'Ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata dalla carica di Ministro degli Affari Esteri. Con lo stesso decreto, il Presidente del Consiglio dei Ministri è incaricato di reggere ad interim il Ministero degli Affari Esteri.

Latorre e Girone sono ora in attesa di giudizio a New Delhi- Al centro della questione il ripensamento del governo italiano che, dopo aver annunciato che i due fucilieri di Marina non avrebbero più fatto ritorno in India (da metà febbraio si trovavano in licenza in Italia per poter votare alle elezioni politiche), il 22 marzo ha rimandato i militari a Nuova Deli. I marò, che facevano parte di una squadra di protezione a bordo della petroliera battente bandiera italiana Enrica Lexie, sono stati arrestati nel febbraio del 2012 nello stato meridionale del Kerala. Sono ora in attesa di giudizio a New Delhi. La decisione assunta dal governo di rimandare i due militari in India è seguita a un'intensa trattativa tra Roma e New Delhi, e all'assicurazione, tra l'altro, che i due marò, se condannati, non affronterebbero la pena di morte. E che sconterebbero la pena in Italia.

Terzi: "Io inascoltato" - "Da ministro ho espresso serie riserve alla repentina decisione di trasferire in India il 22 marzo i due marò, ma la mia voce è rimasta inascoltata - ha spiegato Terzi - "Mi dimetto perché per 40 anni ho ritenuto e ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l'onorabilità del Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perché solidale con i nostri due marò e con le loro famiglie" ha aggiunto nel corso della sua relazione alla Camera. "In questi giorni  -ha precisato - ho letto  ricostruzioni enormememente fantasiose in merito ad azioni che avrei assunto in modo autonomo, senza considerare gli effetti e i rischi di questa azione" (VIDEO).


Di Paola: facile lasciare ora - Dopo l'intervento di Terzi ha preso la parola il ministro della Difesa Di Paola che prende le distanze dal titolare della Farnesina. "La risposta giusta non può essere quella del disimpegno - ha affermato - Sarebbe facile per me annunciare di dimettermi dal mio mandato di ministro della Difesa; sarebbe facile oggi lasciare la  poltrona, che comunque lascerò a breve al nuovo ministro che subentrerà. Sarebbe facile, sarebbe 'no cost', ma non sarebbe giusto e non lo farò", ha spiegato. "Non abbandonerò la nave in difficoltà, con  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone a bordo, fino al mio ultimo giorno di governo" ha concluso Di Paola (VIDEO).

Monti: "Parole di Terzi non condivise"
- "Ho preso atto con stupore della dichiarazione del ministro degli Affari esteri Giulio Terzi di Sant'Agata resa alla Camera dei deputati nella quale ha annunciato le sue dimissioni. Tali dimissioni non mi erano state preannunciate, benché in mattinata si fosse tenuta presso la Presidenza del Consiglio, con la mia partecipazione, una riunione di lavoro con i ministri Terzi e Di Paola per la messa a punto dell'informativa del Governo", dice Monti nella nota.
"Le valutazioni espresse alla Camera dal ministro Terzi non sono condivise dal Governo, come ha già dichiarato il ministro Di Paola. Domani riferirò alla Camera e al Senato sull'intera vicenda", prosegue la nota.

Le reazioni in Aula - Immediate le reazioni dell'Aula, col Pdl che ha chiesto la sospensione dei lavori della Camera. "Le chiedo di sospendere la seduta al fine di valutare la situazione che si è creata con le dimissioni del ministro Terzi", ha detto il capogruppo Renato Brunetta. "Non si era mai visto - ha aggiunto - che un ministro degli Esteri si dimette in contrapposizione al suo governo su una vicenda così delicata. Per questo ho chiesto che sia sospesa l'informativa, perché Monti deve venire subito in aula a riferire". E attacca Monti anche Cicchitto (IL VIDEO), che dichiara: "Non si era mai visto che un  ministro degli Esteri si dimette in contrapposizione al suo governo su una vicenda così delicata. Per questo ho chiesto che sia sospesa l'informativa, perché Monti deve venire subito in aula a riferire". M5S: "Accogliamo con soddisfazione le dimissioni del ministro" (guarda il video).

Le reazioni dell'Aula di Montecitorio:

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