Venezuela, ultimo saluto a Chavez. Ma è giallo sul corpo

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Milioni di cittadini  hanno partecipato ai funerali del "comandante". Ma il quotidiano spagnolo Abc rivela: "E' morto a Cuba. La bara che ha attraversato Caracas in processione era vuota". Maduro nuovo presidente, ma tra un mese si vota

Milioni di venezuelani e oltre trenta capi di Stato e di governo hanno dato oggi l'ultimo addio al 'comandante' Hugo Chavez nei funerali solenni che si sono tenuti all'Accademia Militare di Caracas. Una giornata segnata dal lutto ma anche dalle clamorose indiscrezioni rilanciate dal quotidiano spagnolo Abc secondo cui - le fonti sono militari venezuelani - il caudillo non sarebbe affatto morto a Caracas, come vuole la versione ufficiale, bensì a Cuba, dove era stato riportato in gran segreto negli ultimi giorni del suo calvario. Di più: la bara che due giorni fa ha attraversato in una processione di sette ore il centro di Caracas era vuota, o forse conteneva sassi, comunque non la sua salma. Fatta rientrare in patria solamente dopo l'annuncio della morte.

Elezioni entro trenta giorni - La verità sulle ultime ore dell'uomo che ha segnato un'epoca in Venezuela e nel continente latino-americano probabilmente non si conoscerà mai. Almeno non da Nicolas Maduro, il delfino del presidente, colui che ha annunciato tra le lacrime in tv la dipartita del comandante e che in serata ha assunto le redini del Paese in vista delle elezioni da convocare entro trenta giorni e che lo opporranno allo sfidante dell'opposizione Henrique Capriles. Oggi Maduro, durante le esequie, ha esaltato "lo scudo di purezza" che ha protetto Chavez "dall'odio, l'ingiuria e la menzogna", poche ore prima di assumere formalmente la presidenza in una sessione speciale dell'Assemblea Nazionale.

Le lacrime di Ahmadinejad
- Nella sala principale dell'Accademia erano seduti in prima fila davanti alla bara  i familiari - la madre, Elena Fras e i tre figli di Chavez - Maduro con sua moglie Cilia Flores, procuratrice generale del Venezuela, il presidente cubano Raul Castro e il controverso leader iraniano Mahmud Ahmadinejad, che ha versato lacrime per l'amico scomparso chinandosi a baciarne la bara. Numerosi leader hanno reso omaggio al defunto presidente con una breve guardia d'onore attorno al feretro: oltre a Sebastian Pinera (Cile) Juan Manuel Santos (Colombia), Rafael Correa (Ecuador), Evo Morales (Bolivia), e Daniel Ortega (Nicaragua) si sono susseguiti anche Castro, Ahmadinejad e il presidente bielorusso, Aleksander Lukashenko, "l'ultimo dittatore d'Europa".

In prima fila anche Sean Penn
- Erano presenti anche tutti i presidenti dell'America Centrale, il principe Felipe per la Spagna e il presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema. La cerimonia è iniziata con un omaggio musicale a Chavez, con l'inno venezuelano, alcune delle canzoni preferite del leader bolivariano - che amava cantare e suonare la chitarra nelle sue apparizioni pubbliche - e brani di musica classica interpretate da un'orchestra diretta da Gustavo Dudamel. Nelle prime file si sono viste anche diverse personalità del mondo della cultura e dello spettacolo molto vicine a Chavez, come l'attore americano Sean Penn e il giornalista spagnolo Ignacio Ramonet, direttore per oltre 15 anni della rivista Le Monde Diplomatique.

Verrà imbalsamato - L'unico a parlare durante il funerale di Stato è stato però Maduro, che rivolgendosi al feretro di Chavez ha promesso: "Non potranno mai sconfiggerci, comandante, tu sei qui indomito, puro e trasparente, sei vivo per sempre, per tutti i tempi". "Non c'è mai stato un leader nella storia della nostra Patria che sia stato più ingiuriato e attaccato in modo codardo del nostro comandante presidente", è stato il suo saluto. Il corpo di Hugo Chavez rimarrà esposto ancora per qualche giorno: poi sarà imbalsamato - come Lenin, Mao e Ho Chi Minh - e condotto al Museo della Revolucion, in attesa di riposare in futuro nel Pantheon nazionale accanto alle spoglie di Simon Bolivar.

Opposizione diserta giuramento nuovo presidente - Ora per il Paese si apre un futuro incerto. Il giuramento di Maduro all'Assemblea Nazionale è stato boicottato dall'opposizione, che lo considera "una violazione della Costituzione". Poi la parola passerà ai venezuelani, che nelle urne dovranno scegliere se proseguire sulla strada del 'chavismo senza Chavez' o cambiare radicalmente rotta.

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