Venezuela: è morto Hugo Chavez

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A dare la notizia il vice Presidente Nicolas Maduro, che poco prima del decesso aveva accusato: "La malattia gli è stata inoculata da nemici imperialisti che vogliono destabilizzare il Paese". Al potere da 14 anni, Chavez era stato rieletto in ottobre

Il presidente venezuelano Hugo Chavez è morto a Caracas alle 16.25 locali in seguito a un tumore contro cui ha lottato per due anni (LA FOTOSTORIA). Aveva 59 anni. A dare la notizia, in televisione, il vice Presidente Nicolas Maduro (VIDEO). "E' un momento di profondo dolore", ha detto Maduro, interrompendosi fra i singhiozzi, in un discorso televisivo alla nazione.

Le accuse di Maduro: "Un complotto imperialista"
- Poche ore prima, Maduro aveva accusato: la malattia è opera dei nemici "imperialisti" del Venezuela, che vogliono "destabilizzare" il Paese e che hanno inoculato il cancro al leader bolivariano così come è già successo al capo palestinese Yasser Arafat. Una teoria del complotto rivolta in primo luogo agli americani, al termine di una giornata drammatica in Venezuela, apertasi con un comunicato diramato dal governo in cui si definivano le condizioni del presidente "molto delicate" a causa di un aggravamento dei problemi respiratori provocati da "una nuova e grave infezione".

Gli Usa: "Accuse assurde" - Il Dipartimento di Stato Usa ha definito "assurde" le accuse di un complotto per la morte del presidente venezuelano Hugo Chavez. "Dichiarazioni assurde, che respingiamo totalmente" ha detto un portavoce a proposito delle parole di Maduro. I commenti sono arrivati poco prima dell'annuncio ufficiale della morte del leader deceduto poco fa a Caracas.

14 anni al potere - Chavez è stato uno dei leader più noti dell'America Latina 'antimperialista', spina nel fianco di Washington quasi come il 'lider maximo' cubano. Per 14 anni al potere, Chavez non nascondeva la tentazione di voler guidare il Venezuela fino al 2031. Su tutti i fronti, dall'economia alla società, dalla politica alla cultura, ha cambiato radicalmente la faccia del Paese. Per i suoi oppositori è stato un volgare demagogo, che ha nascosto il proprio autoritarismo nella retorica populista. Per i suoi sostenitori - numerosi soprattutto nelle fasce marginali del Venezuela - è stato invece un autentico rivoluzionario, l'incarnazione della rivincita contro le 'politiche neoliberali' e 'l'imperialismo' che hanno dominato per lunghi anni Caracas e l'intera America Latina.

Il mito di Bolivar - Ex colonnello paracadutista, è sempre stato battagliero e allo stesso tempo sognatore. Nato il 28 luglio 1954 a Sabaneta, nello stato di Barinas (est del paese) da una famiglia di insegnanti di campagna, è entrato presto nell'esercito. Amava il baseball, ma la sua vocazione sportiva è stata presto superata dalla passione per la politica, da quando - a 21 anni - rimase affascinato dalla figura di Simon Bolivar, l'eroe della liberazione latinoamericana. Fu in quel momento che decise che sarebbe diventato non solo un uomo di potere, ma anzitutto - raccontava - uno in più tra il suo popolo.

L'ultima vittoria elettorale - Sempre al fianco di Cuba e prodigando simpatie alle nazioni che hanno sfidato il potere a stelle strisce (non esclusi Iran, Siria o Bielorussia), negli ultimi due-tre anni era entrato in un cono d'ombra, e non solo per i suoi problemi di salute: sullo scenario latinoamericano è spuntata infatti la stella del Brasile, un vero colosso e soprattutto un modello diverso di socialismo, più moderato, aperto e 'presentabile' di quello di Caracas.
L'ultima sua grande vittoria elettorale è dello scorso 7 ottobre, quando ha preso 8 milioni di voti, battendo il giovane leader dell'opposizione, l'avvocato Henrique Capriles.

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