Siria, gli Usa: “Aiuti diretti ai ribelli ma niente armi”

Il Segretario di Stato Usa John Kerry e il capo dell'opposizione Moaz al Khatib durante il vertice sulla Siria
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A Roma l’incontro tra i Paesi amici della Siria e il capo dell’opposizione. Il neo-segretario di Stato americano Kerry annuncia l’invio di viveri e assistenza medica per 60 milioni di dollari. E dice: “Tempo scaduto, Assad deve lasciare il potere”

Più aiuti materiali direttamente ai ribelli siriani "per modificare gli equilibri sul terreno" nella rivolta contro Bashar al-Assad: è questo il risultato della riunione di alto livello sulla Siria svoltasi a Villa Madama. Non c'è stata la novità auspicata dall'opposizione di un'apertura alla fornitura di armi da parte Usa, ma il neo-segretario di Stato americano, John Kerry, ha annunciato l'invio di viveri e assistenza medica per 60 milioni di dollari, pari a 46 milioni di euro. Gli 11 Paesi Amici della Siria hanno incontrato il leader della Coalizione nazionale siriana, Moaz al Khatib, a cui hanno assicurato "più aiuti politici e materiali" affinché si possa "modificare l'equilibrio delle forze sul terreno", nella rivolta contro Bashar al-Assad iniziata nel marzo 2011. Gli Amici "coordineranno gli sforzi" per "rafforzare il popolo siriano e sostenere il Comando militare supremo dell'Esercito libero affinché possa esercitare la legittima autodifesa".

"Il tempo è scaduto, Assad deve lasciare il potere", è stata l'esortazione lanciata da Kerry, al termine della riunione. Il capo della diplomazia Usa, nel suo primo viaggio in Italia come neo segretario di Stato, ha annunciato i nuovi aiuti americani all'opposizione, una risposta "alla continua brutalità di Assad", che riceve sostegno "da Hezbollah e iraniani". Il segretario di Stato ha ribadito che Washington insiste per una "soluzione politica" al conflitto siriano, che ha già fatto più di 70.000 morti, ma gli aiuti diretti al comando militare (e non più solo assistenza logistica e umanitaria all'opposizione) sono un segnale dopo le cautele legate alla presenza di forze jihadiste nel fronte anti-Assad. "Non possiamo tollerare che la carneficina continui, Il regime perpetra crimini contro l'umanità", ha denunciato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi.

Poche ore dopo la conferenza di Roma si è appreso che la Coalizione nazionale siriana ha rinviato il suo summit in programma sabato a Istanbul per designare un primo ministro e un governo per amministrare le zone della Siria liberate. La decisione punta a favorire l'avvio di un dialogo con il regime che un simile esecutivo avrebbe bloccato sul nascere. Al Khatib ha chiesto agli Amici della Siria "corridoi umanitari per Homs e Deraa" e l'invio di armi: "Bisogna dare al popolo rivoluzionario ogni mezzo per difendersi", ha detto.

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