Pretoria, libertà su cauzione per Oscar Pistorius

1' di lettura

Il giudice accoglie la richiesta della difesa dell'atleta sudafricano, accusato di aver ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp. L'accusa si era opposta avanzando il timore di una possibile fuga

Oscar Pistorius, l'atleta sudafricano accusato di omicidio premeditato per la morte della fidanzata , Reeva Steenkamp, la notte di san Valentino, potrà uscire dal carcere in attesa del processo.  Il giudice di Pretoria Desmond Nair ha infatti disposto la libertà su cauzione, fissata a un milione di rand (circa 117mila dollari) per l'atleta delle paralimpiadi.

Ritirato il passaporto dell'atleta - Alla decisione del giudice  la famiglia e i sostenitori di Pistorius hanno esultato in aula, mentre l'atleta è rimasto indifferente. Pistorius dovrà anche consegnare i passaporti, non può rientrare nella propria abitazione né contattare tutti i testimoni coinvolti nel caso. L'atleta - che non potrà bere alcolici, in base alle condizioni previste dalla cauzione, e deve consegnare le armi da fuoco - dovrà recarsi inoltre due votle la settimana nella stazione della polizia locale. Il caso è stato rinviato al 4 giugno.

Per l'accusa esiste il rischio della fuga
- Il giudice ha così accolto le motivazioni della difesa, dopo che per tutta la mattina accusa e legali di Pistorius avevano presentato le loro tesi. Da parte sua la procura aveva ribadito che Pistorius "potrebbe fuggire" e e che ha "il denaro, gli strumenti e il motivo" per farlo. La difesa invece aveva sostenuto che il giovane non solo ha un handicap facilmente riconoscibile, ma le sue protesi hanno bisogno di un regolare manutenzione che renderebbe impossibile una fuga. Cercando di convincere il giudice, il procuratore Gerrie Nel ha tirato in ballo il fondatore di Wikileaks, Julian Assange: "Il suo volto è conosciutissimo in tutto il mondo eppure risiede in un'ambasciata a Londra", ha osservato, arrivando a ipotizzare che l'atleta potrebbe addirittura camuffare le sembianze.

Duello tra accusa e difesa - Il duello tra accusa e difesa è andato avanti per tutta la mattinata. La procura ha insistito sulla tesi dell'omicidio volontario ("Non dico che l'omicidio fu programmato con giorni o settimane d'anticipo", ha detto a un certo punto Nel, ma che Pistorius "voleva uccidere"), mentre la difesa sostiene che il velocista sparò alla fidanzata - una modella 29enne trovata morta nella villa di Pretoria all'alba del 14 febbraio - attraverso la porta del bagno scambiandola per un ladro. Ma per credere alla versione di Pistorius, ha insistito l'accusa, bisognerebbe ipotizzare che Reeva Steenkamp non urlò o comunque fece sentire in alcun modo la sua voce. "Da ogni angolo (la si prenda), la versione di Oscar Pistorius è improbabile. E' sempre facile dare una versione quando si è l'unica persona presente", ha insistito il procuratore.

Leggi tutto