Venezuela, ritrovate due borse che erano sul volo di Missoni

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Sull’isola di Bonaire sono stati rinvenuti due bagagli che, come conferma la polizia del posto, erano sull’aereo scomparso lo scorso 4 gennaio. Le famiglie degli italiani che erano a bordo del volo: "Erano aperti e vuoti. Il caso non è chiuso"

Le ricerche e le indagini sul bimotore scomparso in Venezuela lo scorso 4 gennaio con a bordo Vittorio Missoni, la moglie e una coppia di amici, puntano ora verso l'isola di Bonaire, che si trova nel Mar dei Caraibi tra Curacao e Los Roques, l'arcipelago venezuelano da dove decollò l'aereo del quale poi non si è più saputo nulla. E’ lì infatti, a Bonaire, che sono stati trovati all’inizio della settimana due borsoni che erano sul volo, come ha confermato la polizia locale. E su uno dei due ci sarebbe un’etichetta con il nome di Maurizia Castiglioni, la moglie di Missoni, che non lascerebbe dubbi.
Una prima sacca, imbarcata sul volo di Missoni da un turista partito con l’aereo successivo, era stata trovata a Curacao ormai qualche giorno fa.

Sul ritrovamento delle due borse le famiglie degli italiani che erano a bordo dell'aereo scomparso hanno però precisato in una nota: "Il giorno 11 Febbraio sull'isola di Bonaire è stato ritrovato un borsone appartenente a Vittorio Missoni e che riportava il suo nome. Lo stesso bagaglio aveva un etichetta supplementare con il nome di Maurizia Castiglioni. Contemporaneamente, poco distante, è stata rinvenuta una borsa più piccola, sempre di Vittorio Missoni, che all'origine era contenuta nel borsone piu grande. Ambedue le sacche erano vuote e molto rovinate all'interno, e con le numerose cerniere completamente aperte".  E ancora: "Il caso non è chiuso: questo ritrovamento e quello del 4 Febbraio scorso a Curacao sono attualmente al vaglio della Magistratura Italiana e di quella Venezuelana che continuano ad indagare sulla scomparsa dell'Islander YV2615 e dei suoi passeggeri. Nel ringraziare tutti gli organi di informazione per la costante attenzione che stanno dedicando al caso, preghiamo che venga osservata la massima cautela nella diffusione di notizie che non siano più che verificate, nel rispetto della difficile situazione di grande incertezza che stiamo vivendo".

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