Ratzinger: "Resterò nascosto al mondo"

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Ultimo incontro del Pontefice dimissionario con il clero romano: "So che mi sarete vicini, anche se mi ritirerò in preghiera". Quindi ricorda il Concilio Vaticano II, criticandone l'immagine data dalla stampa. VIDEO

Dopo il 28 febbraio, data dalla quale le sue dimissioni saranno effettive, il Papa si ritirerà dal mondo e resterà nascosto in preghiera. "Ho sentito fisicamenete la vostra presenza. Anche se mi ritiro in preghiera so che voi sarete vicini a me, anche se per il mondo rimango nascosto" è stato il saluto che Benedetto XVI ha voluto fare ai preti di Roma nell'ultimo incontro con il clero romano. Da parte dei sacerdoti, molti dei quali erano visibilmente commossi, è partito un lungo applauso.

"I media fecero un altro Concilio" - Il Pontefice ha quindi iniziato un lungo discorso per ripercorrere le tappe più importanti del Concilio Vaticano II, evento al quale lui partecipò in giovane età. Joseph Ratzinger ha voluto soprattutto mettere in discussione la visione che i media e la stampa hanno sempre diffuso di quell'epoca riformista della Chiesa. In quegli anni, secondo il Papa, era in atto a Roma anche "un Concilio dei media, un Concilio quasi per sé. E tramite i media è arrivato al popolo non quello dei padri, che era il Concilio della fede che cerca la parola di Dio, ma quello dei giornalisti che non si è realizzato nella fede ma nelle categorie dei media fuori della fede, con al centro l'ermeneutica politica". Il Pontefice ha rilevato che da questo frintendimento sono venute "tante calamità: miserie, seminari e conventi chiusi". "Il Concilio virtuale - ha spiegato - era più forte di quello reale".

"Nell'anno della fede realizzare vera riforma della Chiesa" - I media, ha spiegato il Pontefice dimissionario, guardavano al Concilio come "a una lotta di potere tra diverse posizioni della Chiesa. E hanno preso posizione con quello che era più vicino al loro mondo, chiedendo una delocalizzazione del potere, che passava dal Papa alla sovranità popolare. Per loro era questa la parte da promulgare e aiutare, una tendenza che si fondava storicamente. La sacralità, dicevano, è pagana, Cristo è morto fuori dalle porte del Sacro, va esaltata la profanità del culto come partecipazione comune". "Concetti - ha osservato Benedetto XVI - nati in una visione del Concilio fuori dalla sua propria chiave della Fede, basati sulla Scrittura come su un Libro storico da trattare storicamente e nient'altro". Per Papa Ratzinger, nell'Anno della Fede, si può però realizzare una vera riforma della Chiesa: il  Concilio virtuale si perde e si rompe, quello della Fede appare come la vera forza". Dobbiamo, ha esortato rivolto ai preti di Roma, "lavorare per questo nell'anno della Fede".

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