Siria, rilasciato l'ingegnere italiano rapito

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Mario Belluomo, 63 anni, è già rientrato in Italia. Era scomparso nel dicembre 2012. Liberati anche i due cittadini russi che erano stati sequestrati insieme a lui

L'ingegnere italiano Mario Belluomo, 63 anni, originario di Catania, è stato liberato da "estremisti siriani", insieme a due cittadini russi con cui era scomparso il 12 dicembre scorso sulla strada da Homs a Tartus, nella Siria occidentale. Lo ha reso noto ufficialmente il ministero degli esteri russo e lo ha confermato anche la Farnesina. Mario Belluomo "è al sicuro e aspettiamo di rivederlo presto in Italia", ha detto il ministro degli Esteri, Giulio Terzi.


Nella serata del 4 febbraio Mario Belluomo è infatti arrivato all'aeroporto di Ciampino. E' rientrato a bordo di un Falcon 900 messo a disposizione dalla presidenza del Consiglio, proveniente da Beirut. 

Il rapimento - Belluomo dall'estate scorsa lavorava come consulente dell'azienda siriana Himsho in un complesso industriale a sud di Homs. Ma alloggiava in un albergo di Tartus, sulla costa. Le fonti che avevano comunicato il suo rapimento a metà dicembre erano state sempre citate solo dal governo russo. Nessuna formazione dei ribelli siriani anti-regime ha mai rivendicato il sequestro. E ufficialmente il governo di Damasco non ha mai confermato la sua sparizione. L'unità di crisi della Farnesina sta seguendo minuto per minuto questa fase delicata della vicenda e invita a mantenere riserbo e prudenza.

Ancora un italiano nelle mani dei rapitori -
Resta ancora un italiano nelle mani dei rapitori nel mondo: il cooperante Giovanni Lo Porto. Trentottenne, palermitano, Lo Porto è stato sequestrato in Pakistan lo scorso 19 gennaio 2012 insieme ad un collega tedesco a Qasim Bela, nella provincia del Punjab, dove lavorava con la Ong tedesca Welt HungerHilfe (Aiuto alla fame nel mondo) per la ricostruzione dell'area messa in ginocchio dalle inondazioni del 2011. Più volte il Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp), principale movimento armato anti-governativo, ha negato di avere in mano i due cittadini europei e, ad oggi ancora, non è chiaro chi sia dietro il loro rapimento. Il governo pachistano "sta facendo tutto il possibile" per riportare il cooperante italiano a casa "quanto prima" ha assicurato qualche giorno fa il ministro degli Esteri di Islamabad, Hina Rabbani Khar, incontrando il titolare della Farnesina Giulio Terzi che "segue costantemente" la vicenda di Lo Porto e "solleva la questione in ogni contatto" con le autorità pachistane.

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