Brasile, incendio in una discoteca: oltre 230 morti

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A far divampare il rogo un bengala sparato all'interno del locale di Santa Maria, nel sud del Paese. "Le persone sono entrate nel panico e per scappare hanno finito per calpestarsi a vicenda", ha detto un responsabile dei vigili del fuoco

Una discoteca nel centro di Santa Maria, nel sud del Brasile, si è trasformata in una trappola mortale per le centinaia di giovani e giovanissimi che assistevano all'esibizione di una band locale: un razzo pirotecnico sparato dal palcoscenico ha appiccato le fiamme sul tetto del locale (affollato oltre la sua capienza legale e con permessi scaduti), seminando il panico: l'ultimo bilancio ufficiale è di oltre 230 morti e oltre 130 feriti.

Nel locale Kiss, frequentato principalmente da studenti delle numerose università locali, era in programma uno spettacolo con due gruppi musicali locali, Pimenta e Seus Comparsas e Gurizada Fandangueira: è alla fine dell'esibizione della prima band, poco dopo le 2 del mattino di domenica 27 gennaio che sarebbe scoppiata la tragedia.

La polizia non ha potuto stabilire ancora se è stato uno dei membri di Pimenta -due musicisti del gruppo sono ancora dati per dispersi- a sparare il razzo o se sia stato qualcuno nel pubblico: conficcato nel tetto del locale, le sue fiamme si sono rapidamente diffuse nel materiale plastico usato per l'isolamento acustico della discoteca, sprigionando una fitta fumata nera, altamente tossica. "Le persone sono entrate nel panico e per scappare hanno finito per calpestarsi a vicenda", ha detto un responsabile dei vigili del fuoco

La stampa locale informa che dentro al Kiss si trovavano circa 2000 persone, un numero superiore alla capacità del locale, e a questo deve aggiungersi che i permessi municipali della discoteca erano scaduti dall'agosto scorso e che, secondo le testimonianze di alcuni sopravvissuti, i buttafuori hanno impedito in un primo momento che il pubblico scappasse dalla sala, per evitare che lo facessero senza pagare.

Le fiamme, violentissime, sono state domate dai vigili del fuoco solo dopo tre ore: secondo la stampa, il Kiss aveva solo un ingresso ed i pompieri hanno dovuto aprire buchi nelle pareti per poter intervenire: la maggior parte delle vittime è morta per asfissia o travolta dalla folla che cercava di fuggire dalla discoteca.

Le decine di feriti, molti in gravi condizioni, sono stati ricverati in cinque ospedali regionali, mentre un obitorio di emergenza è stato allestito nel Centro Sportivo Municipale, dove la presidente Dilma Rousseff - visibilmente commossa - ha incontrato alcuni famigliari delle vittime, dopo essere tornata anticipatamente dal vertice Ue-America Latina che si è concluso oggi a Santiago del Cile.

L'intero Brasile è sotto shock: i notiziari televisivi trasmettono programmi speciali dedicati alla strage del Kiss -la più grave della storia dello stato di Rio Grande do Sul- con testimonianze agghiaccianti dei sopravvissuti della tragedia. La Federcalcio locale ha annunciato la sospensione delle partite previste oggi27 gennaio per il torneo locale, il comune di Santa Maria ha decretato 30 giorni di lutto ufficiale e il governatore di Rio Grande do Sul, Tarso Genro - noto in Italia per essere stato il ministro che ha concesso all'ex terrorista Cesare Battisti lo status di rifugiato politico- si è associato con altri 7 giorni, il massimo consentito dalla norma, in omaggio alle vittime della strage.

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