Egitto, da Morsi appello alla calma

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Dopo gli scontri nell'anniversario della rivoluzione che ha deposto Mubarak il presidente lancia un messaggio distensivo: "Esprimetevi liberamente, ma in modo pacifico". Il governo intanto dispiega l'esercito a Suez. Nuovi scontri a Port Said

Il presidente egiziano, Mohamed Morsi, ha lanciato un appello alla calma dopo gli scontri nel secondo anniversario della rivoluzione che hanno fatto almeno dieci morti e oltre quattrocento feriti. In un messaggio su Twitter, Morsi ha esortato "i cittadini a far propri i valori della rivoluzione, a esprimere le proprie opinioni liberamente e in modo pacifico, rinunciando alla violenza". Il presidente egiziano ha però avvertito che il governo non esiterà a "perseguire i criminali e a consegnarli alla giustizia".

Esercito dispiegato a Suez - Il bilancio degli scontri di venerdì in tutto il Paese, mentre si commemoravano i due anni dalla rivolta che rovesciò Hosni Mubarak, è salito nella notte a dieci morti dei quali ben otto, tra cui un poliziotto, solo a Suez. Nella città del canale sono stati schierati i soldati su richiesta del capo della polizia locale. I militari hanno distribuito volantini in cui spiegano che la loro presenza è temporanea e finalizzata a garantire la sicurezza. Nel Paese resta altissima la tensione, con l'opposizione laica e liberale che contesta la deriva islamista di Morsi e dei Fratelli musulmani, con l'appoggio dei salafiti.

Scontri a Port Said - Intanto si apre un nuovo fronte di proteste a Port Said, dove è in corso il processo sulla strage allo stadio di un anno fa,  nella quale morirono oltre settanta persone. Dopo la richiesta da parte dell'accusa di 21 condanne a morte i parenti degli imputati hanno tentato di assaltare il carcere. Ne è scaturita un'autentica battaglia con le forze dell'ordine la morte di almeno quattro poliziotti e almeno 50 feriti. I manifestanti hanno sparato con armi automatiche e i poliziotti hanno risposto con i gas lacrimogeni.

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