L’Egitto si infiamma di nuovo: scontri in piazza e vittime

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Lancio di molotov e lacrimogeni al Cairo nel secondo anniversario della rivoluzione che ha deposto Mubarak. I manifestanti accusano l'attuale presidente islamista Morsi di aver tradito la rivolta popolare. Centinaia di feriti e diversi morti

Scontri, lacrimogeni, vittime e centinaia di feriti. L'Egitto è di nuovo in piazza. Il secondo anniversario della rivoluzione che due anni fa ha deposto l'ex rais egiziano Hosni Mubarak (LO SPECIALE) è stato segnato da una protesta dilagante contro il potere dei Fratelli musulmani e del loro presidente Mohamed Morsi.

Manifestazioni in tutte le principali città - Dal Cairo ad Alessandria a Suez, da Port Said a Ismailiya, le principali città egiziane sono state investite dalla furia dei manifestanti, che hanno preso di mira istituzioni pubbliche e sedi della Confraternita. Per tutta la giornata sono risuonati gli spari dei gas lacrimogeni. Oltre 250 il bilancio in serata dei feriti della giornata, che segna il punto più alto delle proteste contro la Fratellanza, il cui presidente è in carica da soli sei mesi.

La protesta degli ultras della squadra el Ahly - Alle manifestazioni si sono unite azioni di disobbedienza civile, come il blocco di binari di treni e di metropolitana e di ponti sul Nilo al Cairo, ispirate dagli ultras della squadra el Ahly, che per domani 26 gennaio aspettano la sentenza per il massacro allo stadio di Port Said dello scorso febbraio. Imputati una settantina di agenti e responsabili delle forze dell'ordine accusati di avere permesso la strage nella quale hanno perso la vita 74 tifosi della squadra, diventata simbolo della rivoluzione.
Le due vicende si intrecciano da vicino e da oggi 25 gennaio ha fatto la sua comparsa per la prima volta una versione egiziana dei black bloc, giovani in nero col volto coperto che affermano di voler proteggere i manifestanti dalle cariche della polizia e che oggi sono stati visti sulle strade di Alessandria e del Cairo.

Gli slogan della protesta - Tutte le proteste sono state accomunate da un unico slogan "abbasso la guida" dei Fratelli musulmani Mohamed Badie, oltre ai cavalli di battaglia della rivoluzione, "Il popolo vuole la caduta del regime". In piazza Tahrir, il simbolo della rivolta egiziana, migliaia di persone si sono radunate mentre a poche centinaia di metri giovani, talvolta giovanissimi, manifestanti, lanciavano pietre oltre uno dei muri di cemento tirati su per impedire alla protesta di lambire il ministero dell'Interno e il Parlamento. La piazza ondeggia fra slogan e tensioni e aumenta in maniera esponenziale, secondo le attiviste, il numero di molestie sessuali nei confronti delle donne.

L'appello alla calma di Morsi - Giovedì 24 gennaio, Morsi in un un discorso per il compleanno di Maometto aveva lanciato un appello agli egiziani a celebrare il secondo anniversario della rivoluzione "in modo civile, pacifico e salvaguardando la nazione, le istituzioni e le vite umane". Mercoledì 30 gennaio, il presidente egiziano sarà ricevuto a Berlino dal cancelliere tedesco, Angela Merkel.

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