Mali, Terzi: "L’Italia è pronta a supporto logistico"

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Il titolare della Farnesina annuncia la possibilità di un appoggio all’operazione francese. Il ministro Di Paola: "Sostegno aereo, non con truppe di terra". Aperta inchiesta per crimini di guerra. Algeria: islamisti assaltano giacimento. Oltre 40 ostaggi

L'Italia è "pronta a un supporto logistico dell'operazione" in Mali. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, intervenendo al Senato ad una audizione sulle missioni internazionali. Terzi ha spiegato che del tema ha già parlato con il premier Mario Monti e con il collega della Difesa Giampaolo Di Paola. L'operazione militare avviata dalla Francia con un altro gruppo di paesi "è in linea con la risoluzione 2085 del 20 dicembre scorso del Consiglio di Sicurezza" Onu dopo la richiesta di aiuto del presidente maliano Traore, ha spiegato Terzi. Sui presunti crimini di guerra commessi nel Paese africano dal gennaio 2012, la Corte Penale internazionale ha aperto un'inchiesta.

Di Paola: "Supporto solo logistico"
- Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, intervenendo alla Commissione congiunta Esteri-Difesa al Senato, ha specificato che l'eventuale supporto "non sarebbe sul terreno ma riguarderebbe la concessione di basi aeree", così come fatto in questi giorni da Gran Bretagna, Germania, Danimarca e Belgio. Il presidente francese Francois Hollande, che ha subito ringraziato Roma per il supporto, ha ipotizzato che l'Italia metta a disposizione anche i suoi droni "predator".

L'avanzata del contingente francese - Le truppe francesi, intanto, hanno ingaggiato il primo scontro sul terreno con i guerriglieri islamisti nel nord del Mali. Gli jihadisti di Ansard Dine si sono affrettati a ridimensionare l'avanzata del contingente transalpino, fornendo anche un video a dimostrazione che la città di Konna è ancora loro. E che i raid francesi hanno colpito alcune postazioni di Ansar Dine, ma facendo al massimo cinque morti.

Algeria, islamisti attaccano giacimento di gas
- In rappresaglia dell'intervento francese in Mali, militanti islamici hanno attaccato un giacimento di gas nel sud dell'Algeria, rapendo 41 persone e uccidendone altre due, di cui una di nazionalità francese. Il raid è stato rivendicato da un gruppo seguace di al Qaeda. L'attacco è stato diretto contro la struttura di In Amenas, secondo l'agenzia di stampa della Mauritania ANI. Il giacimento è gestito da una joint venture che include BP, la norvegese Statoil e l'algerina Sonatrach. Il sito è ancora occupato da uomini armati, ha reso noto la BP.

Usa confermano americani tra ostaggi - Il gruppo di al Qaeda ha parlato del rapimento di 41 persone, tra cui sette americani, secondo quanto riferito dai media mauritani. Un uomo di nazionalità francese ha perso la vita nell'attacco, secondo una fonte locale, ma non è chiaro se la vittima fosse uno dei rapiti. Il dipartimento di Stato americano ha confermato la presenza di cittadini statunitensi tra gli ostaggi.
L'agenzia ufficiale algerina APS ha riferito che una guardia della sicurezza è stata uccisa e sette altre persone sono rimaste ferite inclusi due stranieri. Anche cinque giapponesi dipendenti del gruppo JCG Corp sono stati rapiti, secondo funzionari locali. Nelle mani dei rapitori ci sarebbero anche un irlandese e un norvegese anche se, per quest'ultimo, la notizia non ha ricevuto la conferma del ministero degli Esteri norvegese.

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