Mali, la minaccia dei ribelli: colpiremo la Francia al cuore

1' di lettura

Continua l’intervento francese a supporto delle forze governative contro i fondamentalisti islamici che da mesi occupano il nord del paese. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunisce. Dalla Gran Bretagna supporto logistico a Parigi

Prosegue l’intervento armato della Francia in Mali, iniziato l’11 gennaio a supporto delle forze governative contro i fondamentalisti islamici affiliati ad Al Qaeda che da mesi occupano il nord del paese.
Nella giornata di lunedì 14 gennaio si riunisce il Consiglio di sicurezza dell’Onu. L'azione della Francia ha ricevuto il sostegno esplicito di diversi governi europei e occidentali. E la Gran Bretagna, da domenica, fornisce supporto logistico.
Anche la Nato ha accolto favorevolmente l'intervento militare francese nel Paese, ma ha chiarito di non aver ricevuto alcuna richiesta di aiuto da parte di Parigi. La portavoce, Oana Lungescu, ha espresso però preoccupazione per la situazione nel paese: "Al momento l'Alleanza non è coinvolta nella crisi. Tuttavia naturalmente siamo tutti preoccupati per la minaccia che possono rappresentare le organizzazioni terroristiche in Mali e nella regione".

La minaccia dei jihadisti maliani, nel frattempo, non è tardata ad arrivare."La Francia ha attaccato l'Islam, ora colpiremo il cuore della Francia nel nome di Allah", ha detto Abou Dardar, uno del leader del Mujao, il Movimento per l'unicità e la Jihad in Africa occidentale, una costola di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico. "(Colpiremo) ovunque, a Bamako, in Africa e in Europa". Le autorità in Francia sono già in allerta nel timore di una reazione da parte degli estremisti islamici.
Domenica 13 gennaio i caccia francesi “rafale” hanno attaccato le basi islamiste a Gao e Kidal, nel tentativo di bloccare l'avanzata islamista verso la capitale Bamako.

Leggi tutto