Tel Aviv, esplode autobomba vicino a ministero: feriti

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Non ci sono vittime. Sembra si sia trattato di un ordigno collocato sotto un'auto. La polizia propende per la pista di un atto di criminalità: si tratterebbe di un regolamento di conti fra bande mafiose

Un regolamento di conti fra bande mafiose: sarebbe questa la pista più accreditata dagli inquirenti israeliani per l'esplosione avvenuta a Tel Aviv e in cui sono rimaste ferite in modo lieve nove persone. Obiettivo dell'attentato potrebbe essere stato un boss locale, il 58enne Nissim Alperon, che alcuni testimoni - citati dal quotidiano Yediot Ahronot - hanno visto fuggire dalla scena della deflagrazione. Alperon, secondo il giornale israeliano, è già scampato a otto tentativi di omicidio.
Secondo i testimoni, un uomo su una moto si è avvicinato a un'automobile parcheggiata all'angolo tra via Menachem Begin e Shaul Hamelech, piazzandovi un ordigno. Poco dopo la bomba è esplosa e il veicolo ha preso fuoco. La macchina, ha spiegato la polizia in base a quanto riferito dal Jerusalem Post, apparteneva alla fidanzata di Alperon ma non è chiaro se il boss e la donna si trovassero a bordo. La polizia avrebbe già fermato diversi motociclisti ma nessuno è stato arrestato. "E' un incidente legato alla criminalita'", ha spiegato il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld. Tre dei feriti hanno riportato lievi lesioni; altri sei si trovano sotto shock; tutti sono stati trasportati al Sourasky Medical Center. Nissim Alperon è il fratello di Yaakov Alperon, capo di una delle più potenti gang di Tel Aviv, ucciso nel 2008 da un'autobomba.

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