Venezuela, scomparso aereo con Vittorio Missoni e 3 italiani

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Il velivolo da turismo era partito dall’arcipelago di Los Roques diretto a Caracas. A bordo il figlio dello stilista Ottavio, la moglie e una coppia di amici. Si cerca in mare. Sulla stessa rotta si erano verificati incidenti simili: nel 2008 e nel 1997

Vittorio Missoni con la moglie Maurizia Castiglioni, e i coniugi Elda Scalvenzi e Guido Foresti. Sono i quattro italiani ( FOTO ) a bordo di un velivolo da turismo diretto a Caracas e scomparso sulle acque al largo delle isole venezuelane di Los Roques ( MAPPA ) dalla mattina del 4 gennaio, su quella rotta maledetta dove nel corso degli anni sono scomparsi diversi aerei e che già ha visto italiani coinvolti.

4 italiani a bordo dell'aereo scomparso
- Vittorio Missoni, figlio del noto stilista Ottavio e dirigente dell'azienda di famiglia, era in vacanza con moglie e amici dal 28 dicembre in quello che è uno dei paradisi del Mar dei Caraibi. Il ritorno a casa della comitiva - in tutto erano sei persone - era programmato per la notte tra il 3 e il 4 gennaio. Nel trasferimento da Los Roques a Caracas - in media 45 minuti di volo - il gruppo dei sei italiani si è diviso. Sull'aereo poi disperso sono saliti in quattro. Gli altri due componenti si sono invece imbarcati su un altro piccolo velivolo, sempre per Caracas, dove sono arrivati sani e salvi e dove restano in attesa di notizie, assistiti tra gli altri dal console italiano, Jessica Cupellini. Si tratta di Giuseppe Scalvenzi, fratello di una degli scomparsi Elda, e della moglie, Rosa Apostoli.

L'ultimo contatto pochi minuti dopo il decollo. Poi il silenzio - L'aereo disperso è un Norman BN2 britannico del 1968, con una capacità di sei persone. Secondo la stampa locale, appartiene alla compagnia locale Albatros Airlines ed era pilotato da un 72enne, German Marchant. Partito alle 12.12 ora locale da Los Roques, l'ultimo contatto con la torre di controllo dell'aeroporto di Maiquetia, a Caracas, è avvenuto alle 12.39, pochi minuti dopo il decollo e a sole 10 miglia dall'arcipelago. In quell'ultima comunicazione, "non è stata segnalata alcuna anomalia né situazione di emergenza", ha riferito all'agenzia di stampa Ansa uno dei funzionari a Caracas che seguono le ricerche. Le autorità venezuelane hanno messo a disposizione "diversi aerei civili, motoscafi della guardia costiera, oltre a due elicotteri Mi-7 e uno Da-42, dotato di camere speciali di rilevamento" e stanno impegnando circa 80-100 uomini in una vasta area di mare, pari a 300 miglia quadrate, ha aggiunto. "Stanno facendo tutto il possibile", ha riferito la console Cupellini che segue le ricerche dalla sala operativa locale. Ma per ora non vi è traccia dell'aereo.

Due incidenti simili nel 2008 e nel 1997 - La notizia ha subito suscitato grande impressione nei media locali, e non solo. Tanti venezuelani hanno segnalato gli incidenti avvenuti a Los Roques negli ultimi anni, sempre con il coinvolgimento di piccoli bimotori. A pesare come una maledizione c'è il precedente del 2008, quando otto italiani scomparvero - proprio il 4 gennaio - a bordo di un altro 'dannato' biplano. Per questa vicenda il 18 gennaio, grazie all'insistenza dei familiari, riprenderanno le ricerche che potrebbero unirsi a quelle per l'aereo di Missoni. Ma quello di 5 anni fa non è il solo precedente con italiani coinvolti. Su quella rotta un caso simile si verificò nel 1997: quella volta a bordo di un Cessna c'erano due coniugi veneti, mai più ritrovati. E ancora altre due volte, nel 2004 e nel 2006, furono coinvolti connazionali. In un unico di questi casi il relitto venne ritrovato (mesi dopo), motivo per cui si è arrivati a ipotizzare l'ombra dei narcos che dirotterebbero gli aerei per poi usarli per i loro traffici.

In Italia ore di apprensione
- In Italia intanto sono ore di apprensione per i familiari dei dispersi. Ottavio Missoni e la moglie Rosita sono rimasti a casa, a Sumirago ( VIDEO ), con la figlia Angela, raccolti in silenzio in attesa di notizie. Mentre il fratello minore di Vittorio, Luca, è partito per il Venezuela.
La Farnesina ha fatto sapere di aver attivato tutti i canali di informazione in Venezuela e che l'Unità di crisi è in stretto contatto con le autorità locali.

Marchetti: "Non sappiamo niente" - "In questo momento riponiamo grande fiducia nelle autorità venezuelane. Non sappiamo ancora nulla e attendiamo come tutti di avere novità". Così Paolo Marchetti, direttore generale della casa di moda Missoni, da Sumirate (Va), dove ha sede l'azienda.

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