Tasse sui ricchi, Putin concede la cittadinanza a Depardieu

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L'attore ha ottenuto il passaporto russo dopo la polemica seguita all'intenzione del governo francese di introdurre una super-imposta per i redditi più alti. Il vicepremier Rogozin: "Possibile migrazione di massa di europei"

Si è pienamente meritato la cittadinanza russa, l'attore francese Gerard Depardieu tartassato dal fisco di Parigi, che ha ricevuto un passaporto della Federazione col benestare personale di Vladimir Putin.
Una prerogativa prevista dalla Costituzione, ma usata raramente. Gli è stato concesso per il suo "consistente contributo alla cultura e al cinema russo", dopo una richiesta da lui inoltrata "non molto tempo fa in un'ambasciata", ha spiegato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov dipingendolo quasi come un patriota nazionale.
E in effetti quella che lega la star del cinema d'oltralpe alla Russia è una lunga amicizia, tra cinema, politica e beneficenza.
Non si sa se sceglierà di prendere anche la residenza, ma a Mosca e dintorni Depardieu da qualche anno è ospite fisso. Nel 2011 ad Astrakhan sul Volga ha girato da protagonista un film su Rasputin, il discusso consigliere dell'ultimo zar Romanov. E piu' volte ha fatto sapere che il suo sogno è interpretare Pugaciov, eroe delle rivolte contadine nell'Impero più di due secoli fa.

Il vicepremier Rogozin: "Possibile migrazione di massa dei ricchi europei" - "Non resterò in Francia" ha detto domenica 30 dicembre dal suo rifugio in Belgio, anche se la polemica col governo di Parigi sulla supertassa per i ricchi dovesse risolversi. In effetti, il 29 dicembre scorso i giudici francesi avevano bloccato l'introduzione dell'imposta, ma il governo si è ripromesso di ripresentarla quanto prima.
Il presidente russo gli aveva promesso aiuto già il 20 dicembre nella conferenza stampa di fine anno: "Se desidera un passaporto russo, l'affare è già fatto", ha detto, aggiungendo: "Sono sicuro che è un malinteso. Ma è facile offendere i sentimenti di un artista". Poco dopo il premier Dmitri Medvedev lo allettava ricordando che in Russia vige una flat-tax con l'aliquota fissa al 13%: "Che venga, non l'aumenteremo".
E ora il vicepremier Dmitri Rogozin paventa una "migrazione di massa dei ricchi europei" in Russia.

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