Nigeria, pirati rapiscono tre italiani

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I connazionali dell'equipaggio della nave Asso 21, dell'Augusta Offshore, sono stati sequestrati 40 miglia al largo dello Stato petrolifero nigeriano di Bayelsa. Salgono a 5 gli italiani rapiti nel mondo

Un gruppo di pirati ha assaltato il rimorchiatore d'altura Asso Ventuno, dell'armatore Augusta Offshore, con sede a Napoli, a largo delle coste della Nigeria, sequestrando i quattro membri dell'equipaggio. Si tratta di un italiano e di un cittadino ucraino. La notizia, confermata dalla Farnesina, è stata diffusa dall'International Maritime Bureau (Imb) che ha precisato che non ci sono feriti.

La ricostruzione - L'assalto al rimorchiatore Asso 21 è avvenuto a largo di Bayelsa ad opera di un commando formato da sette persone armate. L'azione risale alle 19.45 del 23 dicembre quando Asso 21 era in navigazione da Erha Field a Onne. La nave italiana è stata raggiunta da un mezzo veloce con a bordo sette persone di presunta nazionalità nigeriana. Il commando ha forzato una porta obbligando tutto l'equipaggio a riunirsi sul ponte per poi derubarlo degli effetti personali. Secondo l'International Maritime Bureau, non ci sono feriti e la nave è stata rilasciata ed è approdata in un luogo sicuro.
Il ministero degli Esteri ha fatto sapere che la priorità è l'incolumità dei tre ostaggi italiani precisando che l'Unità di Crisi segue con attenzione e fin dall'inizio la vicenda e che il ministro Giulio Terzi è tenuto costantemente informato. Sulla vicenda è stato attivato anche il console italiano a Lagos.
La marina nigeriana dal canto suo ha fatto sapere che sono immediatamente scattate le ricerche e che cinque navi della marina sono state dispiegate nella zona. La pratica dei sequestri è molto comune al largo delle acque nigeriane. Solo nel 2102 sono stati registrati 51 atti di pirateria al largo della Nigeria e nel golfo di Guinea. Di solito gli ostaggi vengono rilasciati dopo il pagamento di un riscatto.

Nel 2011 sequestrato un altro mercantile della Augusta offfshore - Non è la prima volta che l'Augusta Offshore, compagnia armatrice con sede a Napoli e interessi commerciali soprattutto nel Nordafrica, in Brasile e nel Mediterraneo, deve fare i conti con il sequestro di una propria nave. Nel marzo del 2011 il rimorchiatore Asso 22 di proprietà della stessa società con a bordo 11 uomini dell'equipaggio, di cui otto italiani, finì sotto il controllo delle milizie libiche che lo tennero in ostaggio per oltre un mese nelle acque del porto di Tripoli.
La vicenda si concluse positivamente con il ritorno a casa della nave e dei membri dell'equipaggio. L'armatore, Mario Mattioli, negò il pagamento di qualunque forma di riscatto attribuendo il buon esito del sequestro alla soluzione diplomatica.
Il sequestro dell'Asso 21, appartenente alla stessa flotta, al largo della regione petrolifera del sud della Nigeria, ha riportato sotto le luci dei riflettori la compagnia napoletana facendo precipitare in uno stato d'ansia parenti e amici dei marittimi coinvolti.

Sono 5 gli italiani rapiti nel mondo - Con il sequestro di tre marinai italiani da parte di pirati al largo della Nigeria, salgono a cinque i connazionali nelle mani dei rapitori nel mondo.
Oltre all'equipaggio della Mv Asso 21, gli altri due italiani sono l'ingegnere Mario Belluomo (63 anni, catanese), rapito in Siria lo scorso 17 dicembre tra Homs e Tartus assieme a due colleghi russi, e il cooperante Giovanni Lo Porto (38, palermitano), finito lo scorso 19 gennaio nelle mani di un gruppo talebano pakistano.

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