Siria, chiesti 530mila euro per Belluomo e gli ostaggi russi

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Secondo il quotidiano di Mosca Kommersant sarebbe stato chiesto un riscatto per il rilascio dell'ingegnere italiano e i due cittadini con passaporto russo, rapiti il 17 dicembre lungo la strada Tartus-Homs

I rapitori dell'ingegnere italiano Mario Belluomo e dei due cittadini russi sequestrati in Siria lunedì 17 dicembre avrebbero chiesto un riscatto di circa 530mila Euro. Lo scrive il quotidiano russo Kommersant (imprenditore, in italiano), citato anche dall'agenzia di stampa RiaNovosti. Secondo il principale giornale economico-finanziario di Mosca, che attribuisce la sua informazione ad una fonte diplomatica riservata, la somma chiesta per la liberazione degli ostaggi sarebbe di 50 milioni di lire siriane.
Già mercoledì 19 dicembre, il ministero degli Esteri russo aveva diffuso un comunicato nel quale si parlava della richiesta di riscatto da parte di non meglio identificati rapitori. Nella nota del Ministero, però, non si faceva alcun riferimento alla somma richiesta dai sequestratori.

Il rapimento - Mario Belluomo, 64 anni originario di Catania e dipendente dell'acciaieria Hmisho, e i due russi russi V.V. Garilov e Abdel Sattar Hassun, quest'ultimo titolare anche di cittadinanza siriana, sono stati rapiti il 17 dicembre: a farli prigionieri sarebbero stati, secondo il quotidiano Kommersant, insorti appartenenti a una fazione non meglio precisata.
A differenza di quanto affermato in un primo momento da fonti diplomatiche, secondo cui i tre erano scomparsi lungo la strada Tartus-Latakia, nella regione costiera pienamente sotto il controllo delle forze governative, il ministero russo ha riferito che gli ostaggi sono scomparsi mentre erano a bordo di un'auto che viaggiava lungo la strada Tartus-Homs. Belluomo alloggiava in un albergo di Tartus, sulla costa.

Siria, gruppi armati stranieri e il movente politico - La regione di Homs è una delle più pericolose della Siria, sconvolta da quasi due anni da violenze (LO SPECIALE), che in molte aree hanno assunto tratti di un conflitto interno a sfondo confessionale, sempre più inquinato dall'infiltrazione di gruppi armati stranieri. La strada Tartus-Homs è formalmente controllata dai governativi ma testimoni oculari, interpellati dall'Ansa, assicurano che "al tramonto nessuno si avventura più per quella strada" perché "infestata da cecchini e da posti di blocco di bande" non sempre riconducibili al regime o ai ribelli anti-governativi.
A sostegno dell'ipotesi di un rapimento dal movente non politico c'è il fatto che, secondo quanto sostenuto dal comunicato di Mosca, i rapitori avrebbero telefonato all'azienda per la quale Belluomo e i due colleghi lavoravano, la Hmisho, per chiedere esclusivamente una contropartita in danaro.

Il 19 dicembre Reporter senza frontiere ha pubblicato il triste rapporto annuale sulle violazioni alla stampa in tutto il mondo. La Siria - secondo Rsf - è un vero e proprio "cimitero" dell'informazione, con 17 giornalisti uccisi nel 2012 su un totale di 88.

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