Usa, bando alle armi d'assalto. Primo sì di Obama

Manifestazione contro l'uso delle armi a Chicago - Getty Images
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Dopo la strage di Newtown, i Democratici spingono perché venga vietata la vendita dei fucili militari. E sul sito della Casa Bianca "We The People" centinaia di migliaia di cittadini chiedono al Presidente di agire subito

Dopo la strage nella scuola di Newtown, che è costata la vita a venti bambini e sei adulti, negli Stati Uniti si riaccende il dibattito politico sulla vendita di armi. I Democratici hanno di nuovo messo in agenda il tema e, come ricorda la CNN, se tutto ciò è già successo (senza nulla di fatto) in occasione delle tragedie di Aurora, Colombine, Tucson, Virginia Tech, "questa volta la Casa Bianca e un numero crescente di legislatori promettono che sarà diverso. Le cose cambieranno".

Il primo si di Obama - Nella serata di martedì 17 dicembre è arrivato anche il primo "si" di Barack Obama alla proposta di legge della senatrice Dianne Feinstein che intende reintrodurre il divieto di vendita per le armi d'assalto (come il Bushmaster AR-15  utilizzato da Adam Lanza durante la strage alla Sandy Hook Elementary School. Un provvedimento, questo, già introdotto nel 1994 da Bill Clinton, e poi decaduto nel 2004. Barack Obama vorrebbe spingere sulle nuove norme già prima dell'approvazione del 'fiscal cliff'. Ma, come spiega l'agenzia Reuters, nel Congresso si dovrà scontrare con molti esponenti repubblicani che da sempre difendono il diritto costituzionale al possesso di armi. Intanto la National Rifle Association ha rotto il silenzio dopo la strage di Newtown e ha annunciato una conferenza stampa per Venerdì 21 Dicembre in cui vorrà dare il "proprio contributo per fare in modo che non capitino più episodi del genere".

Le petizioni online - A fare pressione sull'amministrazione Obama ora arriva anche una petizione promossa dal basso attraverso "We The People", la piattaforma lanciata lo scorso anno dalla stessa Casa Bianca per spingere i cittadini a partecipare attivamente alla vita politica.
Più di 180mila utenti hanno già firmato la petizione titolata "Prendere immediatamente in considerazione il problema del controllo delle armi attraverso l'introduzione di nuove leggi nel Congresso". I cittadini sottolineano che "gruppi di lobbying permettono il possesso di armi ben al di là di quello che è lo scopo della Costituzione". Il Secondo Emendamento della Costituzione statunitense garantisce infatti che "il diritto dei cittadini di detenere e portare armi".
La petizione sul controllo delle armi è una delle più sottoscritte di sempre sul sito della Casa Bianca. In pochi giorni ha superato il limite delle 25mila firme richieste dalla piattaforma perché una proposta venga presa in considerazione della Casa Bianca.
Altrettanto popolare è poi un'altra petizione legata alla tragedia della scuola del Connecticut. Oltre 200mila cittadini chiedono che venga riconosciuta come "hate group" (gruppo razzista) la Westboro Baptist Church che nei giorni scorsi aveva detto che la strage di Newtown era "volontà di Dio", in quanto lo Stato del Connecticut nel 2008 aveva legalizzato i matrimoni gay.

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