Gli Stati Uniti? Dal 2043 saranno il Paese delle minoranze

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Secondo le proiezioni del US Census Bureau, i bianchi non ispanici perderanno la maggioranza negli Usa. Gli asiatici, nel periodo 2015-2060, dovrebbero invece raddoppiare

di Eliano Rossi

E' stata a lungo la patria del Melting Pot. In futuro diventerà il “paese delle minoranze” o la “nazione plurale”, che dir si voglia. Secondo le ultime proiezioni del Census Bureau, centro statistico del Dipartimento del Commercio americano, negli Stati Uniti nessun gruppo etnico sarà maggioranza a partire dal 2043. La popolazione bianca non ispanica perderà il suo storico primato. Proprio come a Londra, dove i dati del censimento 2011 hanno certificato il declino dell'Homo Britannicus.

Le proiezioni, elaborate sul censimento del 2010, dipingono un paese in trasformazione: la popolazione americana invecchierà sempre di più, crescerà con minor slancio e sarà caratterizzata da differenze etniche marcate. Un dato su tutti salta all'occhio: nel 2060 un cittadino su tre sarà ispanico (oggi il rapporto è uno a sei). I bianchi, invece, arriveranno alla massima espansione nel 2024 quando raggiungeranno quota 199.6 milioni, ma nel 2060 scenderanno a 179 milioni. Secondo lo studio gli asiatici, nel periodo 2015-2060 dovrebbero raddoppiare, passando dai 15.9 milioni di oggi ai 34,4 milioni. Ciò significa che l'8,2 per cento della popolazione americana sarà o avrà origini orientali.

La prima perdita del primato dei bianchi arriverà nel 2018, ma riguarderà solo i minori di 18 anni: “Quando arriveranno i dati del censimento 2020 avremo una maggioranza di minoranze nella popolazione giovane”, ha affermato William Frey, demografo del Brookings Istitution al New York Times. La quota dei bianchi scenderà sotto il 50 per cento dei cittadini. Poi, nel 2043, il dato si estenderà a tutta la popolazione.

Il Bureau prevede un rallentamento significativo delle nascite e dell'immigrazione. Questo comporterà che gli Stati Uniti arriveranno ai 400 milioni di abitanti solo nel 2051, con dodici anni di ritardo rispetto alle previsioni precedenti. Inoltre ci sarà un sensibile aumento degli anziani: nel 2056, per la prima volta nella storia, gli over 65 supereranno i minori di 18 anni e nel 2060 un cittadino su cinque avrà più di 65 anni, contro l'uno su sette attuale. I più longevi saranno gli asiatici, che beneficeranno di un'aspettativa di vita media di 85,3 anni. I meno longevi saranno i neri, con 82,9 anni. Il dato è allarmante perché la popolazione che finanzia il sistema sanitario pubblico è in diminuzione. Proprio in questi giorni il Congresso sta cercando di trovare una via d'uscita al Fiscal Cliff e i Repubblicani chiedono di ridurre i finanziamenti al sistema sanitario.

Le proiezioni del Census Bureau aggiungono un'aura di ufficialità ad un fenomeno che appariva ormai evidente e che è carico di conseguenze politiche. La rivoluzionaria doppia elezione di Barack Obama, primo inquilino di colore della Casa Bianca può sembrarne un'esempio. D'altra parte le analisi sui risultati delle elezioni del 6 novembre scorso hanno mostrato il grande peso della componente multi-etnica nella scelta del presidente. La vittoria di Obama è stata favorita dal consenso tra il 78 per cento della popolazione di colore. Chissà che in futuro non riesca a vincere un ispanico o un asiatico.

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