Israele esamina la proposta di tregua egiziana

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Il gabinetto di sicurezza del premier Benjamin Netanyahu si è riunito per valutare il cessate il fuoco. Obama chiama Morsi: stop ai razzi di Hamas. A Gaza, cento morti in sei giorni. Colpito il centro stampa. Ancora bombardamenti sullo Stato ebraico

Spiragli di tregua a Gaza nel sesto giorno di guerra tra Israele e Hamas. Dopo un'altra giornata di raid, razzi e morti, in serata il gabinetto di sicurezza del premier israeliano Benjamin Netanyahu si è riunito per esaminare la proposta di cessate il fuoco recapitata dall'Egitto a coronamento degli sforzi negoziali condotti con gli emissari delle due parti. Mentre al Cairo continuano le trattative, nella Striscia di Gaza si contano oltre 100 morti in sei giorni. Circa 28 solo nella giornata di lunedì 19 novembre.

Israele valuta la proposta dell'Egitto - Secondo la radio pubblica israeliana, il governo Netanyahu pare intenzionato a chiedere una sospensione delle ostilità di 24-48 ore per permettere di elaborare i termini di un accordo di più lungo periodo. In questo caso, Israele potrebbe pensare ad un alleggerimento di quel blocco sulla Striscia di Gaza di cui Hamas invoca la fine integrale tra le precondizioni per trattare.
In mattinata lo Stato ebraico si era confermato pronto per un'operazione di terra (LE FOTO) contro Gaza, sottolineando tuttavia di preferire una "soluzione diplomatica". Indicazione che sembra aver agevolato al Cairo la trattativa mediata direttamente dal presidente Moahmed Morsi con il leader di Hamas Khaled Meshaal.
Il braccio di ferro tra Israele (sei le condizioni poste) e Hamas parte comunque dalla richiesta incrociata di un preventivo stop delle azioni militari della controparte, che ora sembrano in effetti rallentate.

Pressing internazionale - Obama dalla Birmania ha continuato il suo pressing sui Paesi che hanno influenza nella regione, chiamando sia Morsi che Netanyahu con l'obiettivo di disinnescare le violenze, a partire dalla fine del lancio di razzi da Gaza verso Israele. Anche l'Europa ha parlato chiaro: i suoi ministri degli Esteri hanno chiesto l'immediata cessazione delle ostilità. A dar man forte, martedì 20 arriverà in Israele e nei Territori (ma non a Gaza) il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon per incontri con il premier di Israele e con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Subito dopo, al Cairo, Ban vedrà anche i vertici della Lega Araba.

Le vittime - Pur in presenza di questa 'spallata' diplomatica alla guerra, il bilancio del confronto sul campo resta pesante: le vittime da parte palestinese sono arrivate a oltre 100, e almeno 18 sono i bambini uccisi secondo l'Unicef, che ha ricordato anche quelli israeliani tra i 50 civili feriti dalla caduta dei razzi. Dall'avvio di 'Colona di Nuvola' l'aviazione israeliana ha detto di aver colpito 1350 "siti terroristici". Nelle incursioni, non è stato colpito solo il Media Center  (LE FOTO) - usato secondo Israele come "nascondiglio" dalla Jihad - ma anche il campo di calcio di Gaza da dove, hanno ripetuto i portavoce militari israeliani, erano stati sparati razzi verso Israele.

Appello alla tregua degli intellettuale israeliani - Netanyahu e il suo ministro della Difesa Ehud Barak possono contare su un forte appoggio degli israeliani ai raid: secondo un sondaggio di Haaretz, l'84% è schierato con loro. Ma il governo avrebbe solo il 30% del consenso degli israeliani nell'ipotesi di un'invasione. Operazione contro cui mettono in guardia sia l'autorevole analista militare Amos Harel sia molti intellettuali: che, a cominciare dallo scrittore Amos Oz, hanno rivolto un appello al premier per una tregua.

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