Battaglia aperta a Gaza. Israele richiama 75mila riservisti

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Escalation di violenza in Medio Oriente: anche la città di Gerusalemme colpita da razzi. 29 i palestinesi uccisi. Il governo di Tel Aviv si prepara a un attacco via terra: "Estenderemo l'offensiva"

I venti di guerra sono ormai diventanti tormente a Gaza dove la battaglia è aperta e piovono razzi che hanno colpito anche Gerusalemme.
Nell'escalation dei combattimenti è salito a 29 il bilancio dei palestinesi uccisi, tre le vittime israeliane con centinaia di feriti.
Solo in giornata 85 missili sono esplosi a Gaza mentre le brigate Izzeddin al Qassam hanno fatto sapere di aver abbattuto un razzo israeliano, notizia poi però smentita dall'esercito di Tel Aviv dove il sindaco ha anche disposto l'apertura dei rifugi antiaerei: non accadeva dal 1991, quando la città fu colpita a più riprese da missili iracheni Scud.

Dopo 48 ore di attacchi aerei ora Israele sembra già pronta per l'offensiva di terra. Con carri armati e truppe schierate lungo il confine della Striscia lo Stato ebraico ha fatto sapere di aver chiuso al traffico civile le tre principali strade che circondano Gaza.
Mossa che potrebbe rappresentare un antefatto logistico all'attacco di terra, ventilato dallo stesso premier Benjamin Netanyahu che ha chiaramente esternato la sua volontà di "estendere" l'offensiva.
Già nell'Operazione Piombo Fuso gli israeliani sigillarono prima dell'attacco le aree al confine con l'enclave costiera per dispiegare i blindati, i carrarmati e le truppe che poco dopo vennero impiegati nell'attacco. Aree che restarono sigillate per giorni anche dopo la fine delle operazioni.
A far propendere per l'avvio della fase preparatoria dell'offensiva sono anche le indiscrezioni sulla decisione del governo di richiamare altri 45.000 riservisti oltre i 30.000 già mobilitati, per un totale di 75mila soldati pronti a combattere e, soprattutto, già addestrati.

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