Escalation Israele-Hamas: razzo su Tel Aviv

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Un missile è finito in mare davanti alla città di Giaffa, non lontano dalla capitale. La Jihad islamica rivendica il lancio: "E' stato fabbricato interamente in Iran". Proseguono i raid israeliani: almeno 18 palestinesi uccisi

E' guerra aperta tra Israele e Hamas, in un botta e risposta sempre più violento che è tornato a lambire Tel Aviv 21 anni dopo gli attacchi di Saddam Hussein ai tempi della prima guerra del Golfo.
E che lascia dietro di sé un bilancio (provvisorio) di una quindicina di morti e 150 feriti fra civili e miliziani palestinesi e di tre civili israeliani uccisi nella località di confine di Kyriat Malachi.
Entrato nel secondo giorno di scontri incessanti, il conflitto è segnato ormai da decine di raid aerei israeliani verso la Striscia di Gaza alternati al lancio di centinaia di razzi da parte dei miliziani palestinesi contro il territorio dello Stato ebraico.

Primo attacco a Tel Aviv dal 1991 - In un clima nel quale l'escalation bellica continua per ora a inasprirsi, a dispetto dei tentativi affidati all'Egitto di aprire uno spiraglio di tregua. Lo sviluppo più clamoroso si è verificato nel tardo pomeriggio di giovedì 15 novembre quando - fedele alla proprie promesse - la Jihad islamica, alleata di Hamas, ha preso di mira Tel Aviv con un missile iraniano 'Fajr 5', che si è inabissato di fronte alla costa di Jaffa senza fare danni, e con un altro razzo, caduto in un'area disabitata subito fuori dalla città.
E' stata la prima volta dal 1991 che Tel Aviv si è ritrovata bersagliata da missili nemici. Uno sviluppo accolto con entusiasmo a Gaza dalle fazioni islamiche, visto che d'ora in avanti mezzo Israele appare esposto direttamente alla minaccia degli arsenali accumulati dai miliziani palestinesi.

Tra le vittime, 18 palestinesi e 3 soldati israeliani - Sul lato opposto della trincea, l'offensiva 'Pilastro di nuvola' - iniziata con l'eliminazione a Gaza del comandante militare di Hamas, Ahmed Jaabari – prosegue d'altronde senza sosta, "al ritmo di 10 raid aerei all'ora" (come ha notato una fonte militare).
Per tutta la giornata del 15 novembre il sud di Israele è stato sottoposto a sua volta a una grandine di razzi: quasi 400, secondo stime ufficiose, oltre cento dei quali intercettati in volo dalle batterie 'Iron Dome'.
Fra quelli che sono passati, diversi hanno provocato ingenti danni materiali e uno le prime tre vittime israeliane di questo conflitto: colpite in un condominio della cittadina di Kiryat Malachi.
Tre militari sono stati inoltre feriti da un colpo di mortaio a breve distanza dalla Striscia. Dalla Striscia si apprende che negli attacchi israeliani sono rimasti finora uccisi almeno 18 palestinesi: sono per lo più miliziani, ma fra loro figurano anche una bambina, un neonato e una ragazza incinta di 19 anni.

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