Obama: “Il meglio deve venire”. Ma Wall Street non brinda

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Il presidente rieletto alla Casa Bianca. Romney: “Pregherò per lui”. La Camera resta ai repubblicani, il Senato ai democratici. Male anche le Borse europee, su cui pesano i timori dell’Ue sulla crisi. Moody’s: a rischio tripla A degli Usa

Quattro anni ancora e "il meglio deve ancora venire". Sul palco del Centro congressi McCormick di Chicago Barack Obama, appena riconfermato presidente degli Stati Uniti, ritrova la grinta in un potente discorso della vittoria che fa entusiasmare gli americani. Ma non i mercati. La revisione al ribasso delle stime della Commissione europea del Vecchio Continente ha sicuramente pesato su listini, ma certo Obama non è riuscito a sollevarne le sorti: Wall Street ha chiuso in forte calo, con il Dow Jones che perde il 2,36% a 12.933,20 punti, il Nasdaq che cede il 2,48% a 2.937,29 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,37% a 1.349,59 punti. Oltre l'Atlantico le borse europee hanno poco prima chiuso in pesante ribasso, Londra ha ceduto l'l,58%, Milano il 2,5%, Francoforte l'1,96%, Parigi l'1,99% e Madrid il 2,26%.

La prospettiva che Obama siederà per altri quattro anni alla Casa Bianca, con il compito di rilanciare l'economia e di evitare il 'fiscal cliff - il baratro finanziario legato all'alto debito e all'aumento delle tasse a cui gli Usa potrebbero andare incontro se non verrà entro fine anno trovato un accordo sui tagli alla spesa pubblica e aumenti fiscali da 600 miliardi di dollari che dovrebbero scattare dal primo gennaio 2013 - non è piaciuta neanche alle agenzie di rating. Fitch su questo è stata molto chiara: se non ci sarà l'accordo il declassamento degli Usa sarà inevitabile e Moody's ha fatto sapere che la rielezione di Obama alla Casa Bianca non è sufficiente per rimuovere l'outlook negativo sul rating statunitense, attualmente di 'tripla A'.

Ma intanto Obama e la sua famiglia democratica hanno vissuto il loro giorno di festa: il presidente ha conquistato tutti gli Stati in bilico tranne uno e ha incassa una vittoria dal significato politico altrettanto profondo del 2008. Davanti a 10mila sostenitori riuniti nel centro congressi, Obama ha recuperato il tema della speranza e ha lanciato un appello bipartisan ai repubblicani a lavorare insieme, esorcizzando la paura di un Paese diviso: "Siamo una famiglia americana e prosperiamo e cadiamo insieme come un'unica nazione e un unico popolo". Subito dopo il presidente Usa ha chiamato i leader del Congresso sollecitandoli a lavorare insieme "per la riduzione del deficit".

Nella convulsa notte elettorale, accantonati i toni aspri della campagna, Romney aveva teso la mano al presidente augurandogli successo per il Paese. Resta però il fatto che la Camera dei Rappresentanti è rimasta saldamente nelle mani dei repubblicani e quindi, con l'anatra zoppa (senza cioè una salda maggioranza alle spalle), Obama dovrà affrontare i nodi che lo attendono sin dalle prossime settimane. Oltre il "fiscal cliff", che i mercati temono, le ambizioni nucleari di Teheran, la drammatica crisi siriana e il crescente potere della Cina.

Intanto tutto il mondo ha applaudito la vittoria del presidente: da Pechino a Mosca, tutti hanno eletto nel risultato elettorale un segno di stabilità. E pure il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha assicurato che l'alleanza strategica con gli Usa è più forte che mai. Freddi gli iraniani, che hanno avvertito Obama di non illudersi che i rapporti potranno cambiare rapidamente. Ne hanno preso atto anche i talebani che hanno chiesto di accelerare i tempi del ritiro dall'Afghanistan. Dall'Italia il presidente Giorgio Napolitano ha affermato che "la maggioranza degli americani ha mostrato di apprezzare gli sforzi compiuti da Obama in un momento di grande difficoltà per gli Stati Uniti e per il mondo, e gli ha dato credito per portare avanti il suo impegno". Il premier Mario Monti ha sottolineato che con la conferma di Obama, "l'Italia sa di poter contare su un'America forte e solidale, che continuerà a svolgere un ruolo fondamentale sulla scena internazionale e a impegnarsi a far fronte alle numerose sfide globali".

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