Dalle nozze gay alla marijuana, i referendum di Usa 2012

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Il 6 novembre i cittadini statunitensi sono chiamati a votare, oltre che per eleggere il nuovo presidente, anche per 174 quesiti in 37 Stati. Ecco i principali

Martedì 6 novembre gli americani sono chiamati a esprimersi, oltre che per la scelta del nuovo presidente degli Stati Uniti, anche su diversi quesiti referendari in 37 Stati: dalla legalizzazione della marijuana ai matrimoni gay, passando per l'uso obbligatorio dei preservativi nei film porno e i finanziamenti all'aborto. Complessivamente i quesiti saranno 174, il numero più alto dal 2006, quando ne furono presentati 204. Ecco di seguito i referendum principali.

Matrimoni gay - Il voto si presenta come storico. Di solito i cittadini sono chiamati a esprimersi sul bando alle nozze gay. Ma ultimamente il giudizio sui matrimoni tra persone dello stesso sesso sta cambiando. E così Maine, Maryland e Washington si trovano di fronte a una scelta epocale. In Maine il quesito riguarda la legalizzazione delle nozze gay, mentre Maryland e Washington sono chiamati a esprimersi sulla validità dei provvedimenti di legge approvati a livello statale. Per questo quesito, tra l'alto, ha deciso di impegnarsi pubblicamente anche l'attore Brad che ha donato 100.000 dollari al National Marriage Fund della Human Rights Campaign, un'organizzazione impegnata a sostenere questo referendum.

Marijuana - Sei Stati voteranno su quesiti legati alla cannabis, di cui tre per la legalizzazione di un suo uso "ricreativo" (Colorado, Oregon e Washington) e tre per un utilizzo medico (Massachusetts, Montana e Arkansas).

Aborto - In Florida i cittadini saranno chiamati a esprimersi su un emendamento che mette al bando l'uso di finanziamenti pubblici per pagare l'aborto o una copertura sanitaria che includa l'aborto. Il bando - secondo la norma sottoposta a referendum -  non sarà applicato in caso di stupro, incesto o se la vita della madre è in pericolo.

Preservativi - La Los Angeles County, patria della cinema a luci rosse, chiama i cittadini a pronunciarsi sulla obbligatorietà dei preservativi nei film porno. Una misura che, secondo molti osservatori, potrebbe penalizzare pesantemente l'industria del cinema hard della contea di Los Angeles, visto che sarebbe in vigore solo in quell'area. Basterebbe, insomma, allontanarsi di qualche chilometro per evitarla.

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