Sfida all'ultimo voto tra Obama e Romney, l'America sceglie

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Dopo una combattuta campagna il presidente uscente e lo sfidante attendono l'esito del voto, che dipenderà dal verdetto di alcuni Stati chiave, visto il testa a testa dato dai sondaggi. Caos in Florida per l'early vote. Diretta su SkyTG24 e su Sky.it

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney attendono oggi 6 novembre il verdetto degli elettori dopo una lunga e combattuta campagna elettorale, mentre i sondaggi dicono che i due sono alla pari e che l'esito dipende dal voto di pochi Stati. Almeno 120 milioni di americani sono attesi al voto. La scelta che faranno segnerà il corso del Paese per i prossimi quattro anni sulla spesa pubblica, le tasse, la sanità e le sfide di politica estera come l'ascesa della Cina e le ambizioni nucleari dell'Iran.

I sondaggi a livello nazionale dicono che Obama e Romney sono virtualmente in parità, pur con un lieve vantaggio del presidente uscente in diversi Stati vitali - soprattutto l'Ohio - che potrebbero dargli i 270 voti elettorali necessari a vincere. Romney, il multimilionario ex capo di un fondo di private equity, sarebbe il primo presidente Mormone e uno dei più ricchi americani a occupare la Casa Bianca. Obama, primo presidente nero, sarebbe il primo democratico a ottenere il secondo mandato dopo Bill Clinton nel 1996.

Il testa a testa ha fatto sorgere il timore di un risultato discusso come quello del 2000, in cui il vincitore fu deciso alla fine dalla Corte Suprema Usa. Entrambi gli staff elettorali sembrano già pronti alla battaglia legale e hanno reclutato squadre di legali per affrontare possibili problemi nel voto, ricorsi o riconteggi delle schede. E i primi problemi si sono già presentati in Florida, con le polemiche legate all'early vote.
Oggi si vota anche per una parte dei seggi del Congresso. Nelle previsioni, i democratici manterranno la maggioranza al Senato, sia pur di poco, mentre i repubblicani sono favoriti alla Camera.

Per gli ultimi appelli al voto negli Stati Uniti Obama ha scelto l'Iowa e Des Moines, da dove tutto era iniziato nel 2008.  Mitt Romney invece ha scelto il New Hampshire per concludere il tour de force elettorale. Con due stili diversi e due approcci opposti, Obama e Romney vanno a caccia di quelli che potrebbero essere gli ultimi decisivi voti.

A Des Moines Obama si presenta con la First Lady, Michelle Obama. A precederli sul palco Bruce Springsteen. Michelle, la prima a intervenire, ringrazia la star per il suo straordinario appoggio. Poi, avvolta in un cappotto blu, si dichiara "orgogliosa del marito, dell'amore della sua vita... ha salvato l'economia e l'industria dell'auto. Ha approvato la storica riforma sanitaria". Quasi commossa introduce il marito sul palco, lo aspetta e i due si abbracciano.  E' la volta del presidente che, con poca voce, ricorda i primi passi a Des Moines, con i volontari infreddoliti. Un racconto e uno stile molto personale, sentito. "Continueremo a far andare avanti il paese, finiremo quello che abbiamo iniziato" dice il presidente, vestito sportivo, giubbotto blu e niente cravatta. "Abbiamo fatto reali progressi in questi quattro anni, ma il nostro lavoro non è finito: la nostra battaglia per il cambiamento non si ferma".

Romney in New Hampshire è accompagnato dalla moglie Ann. Salgono sul palco mano nella mano, Ann sorridente con indosso una giacca bianca. "I giorni migliori sono davanti a noi, ci stiamo avviando verso un nuovo inizio". Lo stile di Romney è più formale, tradizionale. Il tono dell'appello al voto passa anche per attacchi diretti a Obama: "Quasi tutte le sue misure hanno fatto male all'economia. Si è concentrato di più sull'Obamacare che sulla creazione di posti di lavoro". Da qui l'invito a votare il candidato repubblicano, perché ogni voto - afferma Romney - è importante. "Sono il vero cambiamento: un cambiamento di cui non parlo solo, ma che ho gia' fatto... Celebreremo la vittoria e sara' un nuovo inizio".

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