Sandy: New York verso la normalità, Obama in New Jersey

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Giovedì 1 novembre riaprirà a regime ridotto la metropolitana della Grande Mela, dove domenica si correrà la maratona. Il presidente visita le zone più colpite dall'uragano: "Non vi lasciamo soli". Decine i morti, in 6,2 milioni senza elettricità

Mentre con timidi raggi di sole tra le nuvole, ma in un inferno di traffico, New York torna lentamente alla normalità, dopo il devastante passaggio dell'uragano Sandy, nel New Jersey arriva il presidente Barack Obama, per ispezionare di persona le zone più pesantemente messe in ginocchio dalla furia del vento e del mare.

Ad attenderlo davanti alla scaletta dell'Air Force One ad Atlantic City Obama ha trovato il governatore del New Jersey, Chris Christie, un repubblicano doc suo acceso oppositore, che però in quest'occasione non ha esitato a dargli atto di aver fatto "un gran lavoro", affermando di averne apprezzato "la leadership". Insieme, accompagnati da Craig Fugate, capo della la protezione civile Usa, hanno sorvolato in elicottero per un'ora intere regioni alluvionate, a cominciare da Atlantic City, che è ancora in buona parte sommersa dall'acqua.  In una sosta in un centro di assistenza, Obama ha sottolineato che "l'intero Paese ha visto ciò che è successo": "Tutti sanno quanto duramente è stato colpito il New Jersey" e "il Paese è pronto ad aiutare", "non vi lasceremo soli", ha detto ancora Obama, la cosa più importante è "il ritorno alla normalità".  A sua volta, Christie, di cui era stato anche fatto il nome come uno dei 'papabili' per la corsa alla vicepresidenza al fianco di Romney, ha detto che "é molto importante avere qui il presidente degli Stati Uniti".

Obama non ha invece in programma per il momento di andare a New York, dove per dare un chiaro segnale che è necessario rimboccarsi le maniche e tornare al lavoro, il sindaco Michael Bloomberg è andato di persona a suonare la campanella che segnala l'apertura di Wall Street. I trasporti pubblici nella Grande Mela sono ancora paralizzati. Alcune stazioni della metropolitana nella parte sud della città sono state allagate fino al soffitto. Così come alcuni dei tunnel che collegano Manhattan alla terraferma. E in mancanza di mezzi pubblici, per raggiungere Manhattan in molti sono stati costretti ad utilizzare le loro automobili, e nell'ora di punta si sono così creati degli enormi ingorghi, soprattutto a sud della 34/ma strada, dove ancora manca l'elettricità e quindi non funzionano i semafori.

Il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo ha lanciato un appello ad avere "pazienza e tolleranza". La metropolitana, ha detto, riprenderà a funzionare a regime ridotto domani 1 novembre, nella parte nord della città. Anche gli aeroporti JFK e Newark hanno riaperto a ritmo ridotto, mentre il LaGuardia è ancora chiuso. Il sindaco Bloomberg ha però annunciato che la maratona, uno dei simboli di New York, si svolgerà come previsto domenica 4 novembre, mentre salterà invece, domani 1 novembre, la partita di Nba tra i Knicks e i Nets.

Intanto, è ancora presto per fare una stima esatta dei danni. Le cifre sono comunque di diverse decine di miliardi. Il bilancio delle vittime è stato invece aggiornato ad almeno 59 morti, di cui 22 nella sola New York. Milioni di persone, in diversi Stati, sono inoltre ancora senza corrente elettrica e per ripristinare le linee saranno necessari ancora diversi giorni. Su questo versante, la buona notizia è però che oggi è cessato lo stato di "allerta" che lunedì a causa di un allagamento provocato da Sandy era stato proclamato nella centrale nucleare di Oyster Creek, in New Jersey.

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