WikiLeaks: nuovi file segreti. L'Ecuador: Assange sta male

Agosto 2012: Julian Assange parla da un balcone dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra lo scorso Agosto (Credits: Getty Images). Secondo il governo di Quito, le condizioni di salute del fondatore di WikiLeaks stanno peggiorando.
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Il sito di soffiate torna alla carica pubblicando documenti riservati che riguarderebbero Guantanamo e altre prigioni americane. Intanto l’ambasciata sudamericana a Londra, dove l’attivista è rinchiuso, chiede un lasciapassare per portarlo in ospedale

di Carola Frediani

Anche se il suo leader è confinato tra quattro mura, WikiLeaks continua a far uscire  informazioni segrete. Questa volta, sostiene il sito, è il turno dei Detainee Policies, cioè di oltre 100 documenti riservati del Dipartimento della Difesa Usa sulle procedure di trattamento dei detenuti sotto custodia militare americana. Nomi e località che richiamano alla memoria abusi del passato: Guantanamo a Cuba, Abu Ghraib e Camp Bucca in Iraq, ma anche altre prigioni sparse per il mondo.

Detainee Policies
- Nella documentazione, che verrà rilasciata nel corso del prossimo mese, ci sarebbero anche direttive e manuali sulle pratiche standard adottate nei centri di detenzione, dal razionamento delle sigarette agli interrogatori fino alle visite. Tra i file più attesi un documento del 2005 che riguarderebbe "il modo in cui far sparire con discrezione un detenuto affidandolo alla custodia di un’altra agenzia governativa americana, evitando di registrarlo e di assegnargli un codice di identificazione".
Per ora, tra i primi file più rilevanti a essere pubblicati, c’è il manuale sulle procedure operative standard della prigione di Guantanamo, del 2002: di soffiate su Guantanamo
in passato l’organizzazione ne aveva già pubblicate altre, ma in questo caso si tratterebbe dell’atto fondativo nella creazione del sistema di detenzione extraterritoriale post-11 settembre.

Un salvacondotto per Assange - L’annuncio del nuovo leak, cioè del rilascio di documenti riservati, è arrivato a poche ore dalla notizia che l’Ecuador, nella cui ambasciata di Londra Assange è “barricato” dallo scorso giugno, avrebbe chiesto alla Gran Bretagna la garanzia di un lasciapassare nel caso in cui fosse necessario portare il proprio ospite in un ospedale. A quanto pare, infatti, le condizioni fisiche dell’hacker australiano, malgrado le visite e l’appoggio di varie celebrità, tra cui Lady Gaga o la stilista Vivienne Westwood, non sarebbero buone. “È dimagrito visibilmente e siamo preoccupati per la sua salute”, ha dichiarato il sottosegretario agli esteri dell’Ecuador Marco Albujia Martinez.
La richiesta del salvacondotto è necessaria perché allo stato attuale, se Assange mettesse il piede fuori dall’ambasciata del quartiere di Knightsbridge, presidiata notte e giorno da poliziotti, verrebbe arrestato per poi essere estradato in Svezia, dove deve essere interrogato per rispondere di un’accusa di violenza sessuale. Accusa che il diretto interessato ha sempre respinto, dicendosi disponibile a essere sentito in Gran Bretagna, ma senza andare in Svezia, paese dal quale teme di essere a sua volta estradato negli Stati Uniti. Fino ad oggi però le trattative tra Londra e Quito sul caso diplomatico scatenato dalla decisione dell’Ecuador di concedere l’asilo ad Assange e dalla reazione della Gran Bretagna, sono rimaste a uno stallo.

Difficoltà economiche - Nel frattempo WikiLeaks si è trovata a fronteggiare molte difficoltà economiche dovute soprattutto al blocco finanziario messo in atto dalle maggiori società di pagamento e credito, che dal 2010 impediscono le donazioni al sito di soffiate (anche se la stessa WikiLeaks ha escogitato dei modi per aggirarlo in parte). E recentemente, proprio a causa di una aggressiva campagna di autofinanziamento, ha litigato con Anonymous, il movimento di cyberattivisti che l’ha sempre sostenuta, e che addirittura ha passato al sito i documenti trafugati all’agenzia di intelligence Stratfor, alla base di un grosso leak uscito lo scorso febbraio. Nelle scorse settimane, infatti, il gruppo di hacktivisti si è indignato per la decisione del sito di mettere una forma di paywall che limitasse parzialmente l’accesso ai documenti.
Ciò nonostante, i file rilasciati oggi 25 ottobre sembrano essere l’ennesima dimostrazione che WikiLeaks continua a essere, almeno fino a oggi, l’unica piattaforma di leaking capace di avere un impatto forte e di fare notizia. Da OpenLeaks, il sito messo in piedi finora con poca fortuna da un ex collaboratore di Assange, ai progetti di leaking distribuito e di “area Anonymous” come Par-Anoia, o quello appena annunciato proprio in queste ore, Tyler, e atteso per dicembre, l’interesse per il tema è sicuramente forte ma per ora Wikileaks. Ma WikiLeaks sembra ancora essere, malgrado tutto, la vera spina nel fianco per molti governi.

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