Ue indaga su aiuti dell’Italia a imprese colpite da calamità

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La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita sulle agevolazioni fiscali e previdenziali concesse alle aziende colpite, ad esempio, da terremoti o alluvioni, con il sospetto che non si limitino a compensare il danno subito

La Commissione europea ha avviato "un'indagine approfondita" sulle agevolazioni fiscali e previdenziali concesse dall'Italia a imprese basate in zone colpite da calamità naturali, come terremoti o alluvioni, con il sospetto che "le agevolazioni non si limitino a compensare il danno realmente subito," secondo quanto si legge in una nota distribuita dall'Esecutivo europeo. L’Ue ha chiesto a Roma di bloccare le agevolazioni fino a quando non avrà accertato la compatibilità.

"La Commissione teme che non tutti i beneficiari degli aiuti siano imprese che hanno subito realmente un danno causato da una calamità naturale, che in alcuni casi il danno non sia stato causato unicamente da una calamità naturale e che gli aiuti non si limitino sempre a compensare questo danno," precisa la nota diffusa . L'esecutivo Ue rimarca, inoltre, che tali misure non sono state neppure notificate alla Commissione da Roma, venendo meno ad un obbligo previsto dal trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. Nel caso in cui venisse accertata una violazione della normativa dell'Unione sugli aiuti di Stato, l'Italia dovrà recuperare gli aiuti concessi ai beneficiari.

Dopo il terremoto del 1990 in Sicilia e le alluvioni nel Nord Italia del 1994, l’Italia ha adottato leggi per la sospensione delle tasse e per aiutare le imprese colpite dalle aree colpite, si legge nella nota. La Commissione tiene in considerazione il fatto che nel 2002-2003 "l'Italia ha introdotto misure che riducono del 90% il debito fiscale e contributivo delle società interessate". Inoltre, tra il 2007 e il 2011 l'Italia ha adottato altre leggi simili che prevedono agevolazioni del 60% a favore delle società situate nelle zone colpite da altri terremoti, come quelli dell'Umbria e delle Marche nel 1997, di Molise e Puglia nel 2002, e dell'Abruzzo nel 2009.

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