Premio Nobel per la pace all'Unione Europea

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"L'Ue ha contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani" si legge nella motivazione. Barroso: "Grande onore per tutti i 500 milioni di cittadini". Proteste in Norvegia. Walesa: "Sopreso e deluso".

Il Nobel per la pace 2012 è stato assegnato all'Unione Europea per il suo ruolo nell'unire il continente. Lo ha annunciato il comitato norvegese che assegna il premio.
L'Ue "ha contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa -  si legge nel comunicato - Oggi una guerra tra Germania e Francia sarebbe impensabile, ciò dimostra che con la reciproca fiducia nemici storici possono diventare partner. La Caduta del Muro ha reso possibile l'ingresso dei Paesi dell'Europa centrale e orientale, così come la riconciliazione nei Balcani e il possibile ingresso della Turchia rappresentano un passo verso la democrazia”.  E ancora: "Il più importante risultato dell'Ue è l'impegno per la pace, la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilità giocato dall'Unione ha aiutato a trasformare la gran parte d'Europa da un continente di guerra a un continente di pace".

Il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha detto su Twitter di essere "profondamente commosso e onorato" per l'attribuzione del Nobel per la pace all'Unione europea. "E' un grande onore per tutta l'Ue, per tutti i 500 milioni di cittadini, ricevere il premio Nobel  per la pace 2012" ha commentato sempre su Twitter  il presidente della  Commissione europea José Manuel Durao Barroso. Poi, in conferenza stampa ha detto: "L'Ue è qualcosa di molto prezioso per il bene degli europei e del mondo".
Il premio Nobel per la Pace all'Unione europea è un "formidabile onore" e "il più forte riconoscimento possibile per le ragioni profonde che stanno dietro alla nostra Unione": ha detto il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, secondo il quale viene premiato "lo sforzo unico fatto dagli stati europei per superare la guerra e le divisioni e modellare insieme un continente di pace e prosperità".

Il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg, nel congratularsi con l'Unione Europea ha escluso un'eventuale adesione di Oslo. "E' possibile congratularsi con l'Ue per questo premio per la pace, riconoscere il suo ruolo di costruttore di pace e distinguere questo dalla questione delle relazioni della Norvegia con l'Ue. Un'adesione non è una questione di attualità". Nonostante nella motivazione sia ricordato il ruolo giocato dalla Ue per mettere fine alla Guerra Fredda, sono giunte dall'Est alcune delle polemiche più dure. Come quella dell'ex leader di Solidarnosc, Lech Walesa, Nobel per la pace nel 1983. Walesa si è dichiarato "sorpreso e deluso", perché la scelta fatta privilegia un'organizzazione che "tenta di cambiare l'Europa e il mondo in modo pacifico, ma si fa pagare per questo". Anche in Norvegia, la decisione del Comitato Nobel (presa all'unanimità, perché non ha votato il membro euroscettico) ha provocato un'ondata di polemiche: in un forum l'87% dei commenti è contrario e molti hanno chiesto le dimissione di Jagland.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha salutato il premio Nobel definendolo "un incoraggiamento agli sforzi per la pace". E ancora: "Un messaggio di libertà per la democrazia, ma ci fa capire quanto dobbiamo ancora lavorare" (VIDEO):
Per il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen "l'Unione europea ha giocato un ruolo vitale nel curare le ferite della storia e nel promuovere la pace, la riconciliazione e la cooperazione attraverso l'Europa. Ha contribuito all'avanzata della libertà, della democrazia e dei diritti umani nel continente e oltre".

Lo scorso anno il Nobel per la pace era andato a tre donne: alla presidente della Liberia, Ellen Johnson-Sirleaf, alla connazionale Leymah Gbowee e all'attivista yemenita Tawakkul Karman.

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